martedì, Ottobre 4, 2022
HomeNotizie di CronacaUn nuovo vicolo della morte a Napoli: rischio faida ai Quartieri Spagnoli

Un nuovo vicolo della morte a Napoli: rischio faida ai Quartieri Spagnoli

Investigatori in allarme dopo la gambizzazione del giovane Ciro Minieri: si teme un’escalation di sangue e piombo per il controllo dello spaccio di stupefacenti

di Luigi Nicolosi

I tempi non sono ancora maturi per rievocare lo spettro dell’ultima faida di Forcella e di via Oronzio Costa, la “strada della morte”, la stessa in cui – vittima di un agguato – perse la vita il babyras Emanuele Sibillo, ma nel mirino degli investigatori antimafia c’è adesso una nuova arteria ad altissimo rischio: vico Lungo San Matteo. È qui che la scorsa notte è rimasto ferito in circostanze ancora tutte da chiarire Ciro Minieri, 22enne con alle spalle già alcune grane giudiziarie e noto nella zona per la sua amicizia con alcuni esponenti del gruppo Saltalamacchia di Montesanto.

La strada in cui il giovane è stato gambizzato è da tempo immemore ritenuta, insieme a largo Baracche, sotto in controllo del temibile clan Masiello, gruppo di mala molto attivo nello smercio di stupefacenti. Ed è sempre in vico Lungo San Matteo che poche settimane prima un 20enne strettamente imparentato con un boss dei Mazzarella era stato accoltellato per motivi ancora poco chiari. L’episodio era stato inoltre preceduto da una raffica di sparatorie, i cui responsabili non sono stati ad oggi ancora identificati. L’ipotesi al vaglio è che vico Lungo San Matteo sia diventato l’epicentro di una nuova fibrillazione legata allo spaccio di stupefacenti. Il rischio di un’escalation di piombo e sangue, se così fosse, sarebbe dietro l’angolo.

Sul punto è però bene chiarire che l’episodio che ha visto protagonista nel ruolo di vittima il giovane Ciro Miniero è ancora tutto da inquadrare. Il 22enne un paio di anni fa era stato arrestato dopo essere stato trovato in possesso di alcune bustine di cocaina. I fatti di mercoledì notte potrebbero però essere slegati dallo smercio di dosi. Miniero ha infatti sostenuto che due persone gli avrebbero sparato alle gambe dopo aver provato a rapinarlo. Una versione dei fatti, quella affidata alla polizia, che sembra non convincere troppo gli investigatori. I detective non escludono comunque che il giovane possa essere stato gambizzato nell’ambito di un regolamento di conti scaturito da questioni di natura personale, forse passionale. Insomma, una faccenda di gelosia. Ciro Miniero, medicato al pronto soccorso del Pellegrini, è per sua fortuna riuscito a cavarsela con una prognosi di soli quindici giorni e le immediate dimissioni.

Articoli Correlati

- Advertisement -