La vicenda della contestata promozione a maggiore di 50 capitani della polizia municipale offre la riprova di quanto levantina e moresca sia l’abilità lessicale dei rivoluzionari arancioni pur di non ammettere quello che in realtà è.

La storia è così riassumibile: a seguito di una selezione che i detrattori ritengono incompleta e parziale, l’Amministrazione di Luigi de Magistris intende promuovere al grado superiore mezzo centinaio di ufficiali dei caschi bianchi. Partono i ricorsi al Tar che annulla la delibera di avanzamento rilevando varie difformità rispetto alla norma regionale. In più, come raccontato da Stylo24, gli esclusi denunciano per falso sia l’assessore Alessandra Clemente sia il comandante del Corpo, Ciro Esposito. A loro dire (ma Esposito li ha controdenunciati per calunnia) gli atti predisposti dagli uffici per l’attribuzione del grado sarebbero fraudolenti.

Il sindaco Luigi de Magistris e il capo di Gabinetto, Attilio Auricchio
Il sindaco Luigi de Magistris e il capo di Gabinetto, Attilio Auricchio

Come che sia, l’attività investigativa farà il suo corso ma intanto, come riportato dal quotidiano «Il Mattino», i piani alti di Palazzo San Giacomo hanno deciso di riproporre il provvedimento e vincere il braccio di ferro con una parte della maggioranza che preferirebbe maggiore cautela nella trattazione del dossier, non fosse altro per il peso politico che detiene, ufficialmente e non, la polizia municipale a Napoli.
Il punto rilevante, però, è un altro e non certamente le diatribe interne al gruppo «deMa»: il sindaco de Magistris in prima persona e il capo di Gabinetto Attilio Auricchio e la stessa assessore Clemente hanno sempre ribadito che gli scatti di carriera non comportano alcuna spesa aggiuntiva per il Comune. Dunque, dicono: perché non regolarizzare la posizione di questi 50 capitani? Sembrerebbe una posizione di buon senso.

Quello che il Comune non può dire è che è vero che le spese non aumentano per la voce di bilancio riservata alla polizia municipale, ma la promozione di 50 maggiori sposta pesantemente l’asse degli equilibri stipendiali e gestionali interni al Corpo.

Perché dei 50 promossi, almeno 36 – secondo quanto risulta a Stylo24 – avranno di diritto accesso alle posizioni organizzative. Sorta di «salario accessorio» che vale 10mila euro in più in busta paga all’anno. Soldi che andranno ai neopromossi e non ad altri, e che saranno stornati dal budget complessivo della polizia municipale.

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

Dunque: è vero che non ci saranno spese ulteriori per le casse municipali, ma non è vero che si tratta di una operazione puramente simbolica. La manovrina delle promozioni vale un milione e mezzo di euro fino a fine consiliatura. Dunque, perché proprio questi 36 e non altri che potrebbero ugualmente ambire al grado?

Perché questa preferenza? Perché insistere ancora su un provvedimento che ha innescato addirittura due inchieste della Procura della Repubblica? Perché non ammettere che, con questa scelta, il livello politico dell’Amministrazione deciderà indirettamente la busta paga di una parte dei dipendenti?