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Al via la lavorazione di ‘Un Lupo al Museo’, format di ‘esperimenti sociali’ e provocazioni realizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Una serie di statue ‘censurate’ nella sala dei Tirannicidi, ovvero con i genitali coperti da un leggerissimo cartellino nero, hanno attirato la curiosita’ dei visitatori. La produzione e’ composta da dieci episodi destinati al web. Nel raccontare lo sconfinato patrimonio d’arte presente nel Museo napoletano, il progetto vuole sensibilizzare il visitatore, che viene poi informato sulle finalita’ di questo ‘laboratorio’, rispetto a determinate tematiche sociali come l’accoglienza e l’inclusione.

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Ma nei video si parlera’ anche di censura, bullismo, traffico d’opere arte, sesso, censura, disabilita’. I set si svolgono sempre sotto la supervisione dei restauratori del MANN: per ‘oscurare’ i genitali delle statue ad esempio e’ usato un filo di nylon sottilissimo che ha retto il cartellino. Autore delle video-provocazioni e’ il regista Ugo Capolupo. La sigla della serie web sara’ firmata dal regista di animazione Alessandro Rak, la colonna sonora e’ affidata Ciro Riccardi.

 

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