Da sinistra, il boss Cesare Pagano e il genero Mariano Riccio

Il racconto del collaboratore di giustizia Carmine Cerrato: il girocollo fu regalato da Mariano Riccio al narcotrafficante Mario Cerrone

L’accordo tra la fazione guidata per anni dal boss Cesare Pagano – e poi, in seguito al suo arresto, dal genero di quest’ultimo, Mario (detto Mariano) Riccio – con i capi della Vanella Grassi, si concretizzò tra il novembre e il dicembre del 2011. Secondo quanto racconta il collaboratore di giustizia Carmine Cerrato (classe 1971) il «patto di collaborazione», per la gestione del’affare stupefacenti, fu sancito da un regalo che fu fatto a Mario Cerrone (oggi pentito, ex narcotrafficante e già socio del latitante Raffaele Imperiale). L’otto maggio del 2014, Cerrato fa mettere a verbale: «Sì, iniziammo  anche a lavorare con la Vinella (così si indica, nel gergo degli ambienti camorristici di Secondigliano, il gruppo di Via Vanella Grassi, ndr), lo ricordo bene. Mariano (Riccio) fece anche un bel regalo di 20mila euro, un bel girocollo».

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«A chi fece il regalo, Riccio?», chiede il pubblico ministero che interroga Cerrato. E quest’ultimo risponde: «A Mario (Cerrone). Era un girocollo in oro e brillanti da 20mila euro». E poi una circostanza, legata alla delusione di Mariano Riccio. «Mariano rimase male per non aver ricevuto lui stesso un regalo». Sul particolare dei «doni» ai boss, Cerrato insiste: «Era solito loro (presumibilmente si riferisce a Cerrone e a Imperiale) regalare orologi di valore, a Cesare Pagano, ad Amato». E il pm chiede: «A Natale?». «A Natale, nelle occasioni più importanti», spiega Cerrato. Quest’ultimo racconta pure che gli incontri tra Mariano Riccio, Raffaele Imperiale e Mario Cerrone, si sarebbero svolti sempre «a Pozzuoli, a casa mia. Mariano non si fidava di nessuno e tutti gli incontri li faceva sempre lì».

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