venerdì, Maggio 27, 2022
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Un assessore in uscita al Comune di Napoli. Ecco chi lo sostituirà

Luigi de Magistris impegnato con il rimpasto. Oltre a Buonanno rischia anche Panini

di Giancarlo Tommasone

La decisione potrebbe arrivare all’inizio della nuova settimana, perché – apprende Stylo24 – ieri, nelle chat dedicate del Comune, si è registrato il silenzio da parte di Luigi de Magistris. Ma conoscendo l’imprevedibilità del sindaco di Napoli, non è escluso che possa emettere la sentenza anche nelle prossime ore. E’ vero, è abituato più alle requisitorie, visto il suo passato da pm, ma Giggino, non può più tanto tirare per le lunghe per perfezionare gli ennesimi cambi in giunta. A rischiare più di tutti è la delegata al Welfare e al Lavoro, Monica Buonanno. Al posto dell’assessore, è quasi scontato, dovrebbe entrare in squadra, Giovanni Pagano, sindacalista della Usb, molto vicino alla consigliera ex deMa, Laura Bismuto (che ha riconquistato posizioni, tornando in auge a Palazzo San Giacomo).

Se Panini dovesse essere escluso dalla giunta,
potrebbe trovare «posto» in Città Metropolitana

Ma nel corso della mini-rivoluzione potrebbe essere sacrificato anche quello che fino a qualche mese fa era considerato un intoccabile: il vicesindaco e assessore al Bilancio, Enrico Panini. Per lui, dovessero andare male le cose, non si esclude la possibilità di un «posto» in Città Metropolitana. Al momento, però, non sarebbe stato ancora individuato un sostituto per l’ex sindacalista emiliano, «su questo versante, ai piani alti c’è profonda incertezza», racconta una nostra fonte. Che confida pure come il sindaco – dopo la rottura con Insurgencia – avrebbe pensato di «declassare» a semplice consigliere, l’assessore alla Cultura, Eleonora De Majo.

Tutti i dubbi di Giggino

«E’ combattuto, un giorno vorrebbe sostituirla, il giorno successivo, no», spiega la voce di dentro di Piazza Municipio. Addirittura, si sarebbe pensato di far tornare Nino Daniele. Va detto pure però, che visto il periodo di emergenza innescato dal Covid, con gli spettacoli e le iniziative culturali praticamente ferme, la delega della De Majo, attualmente non riveste grande importanza strategica, né possiede l’appeal che aveva un anno fa, prima dello scoppio della pandemia.

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