Il capo ultrà Gennaro De Tommaso, detto Genny 'a carogna
L'ex capo ultrà Gennaro De Tommaso, detto Genny 'a carogna

di Giancarlo Tommasone

La ribalta internazionale, Gennaro De Tommaso, meglio conosciuto come Genny ’a carogna, l’ha avuta il 3 maggio del 2014, poco prima dell’inizio della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. La gara era stata funestata dai colpi di arma da fuoco esplosi dal supporter della Roma, Daniele De Santis (alias Gastone), all’indirizzo di Ciro Esposito, che poi morirà in seguito alle ferite riportate, dopo quasi due mesi di ricovero in ospedale, il 24 giugno.

Genny ‘a carogna
«conquista» la ribalta
internazionale
prima dell’inizio della finale
di Coppa Italia
tra Napoli e Fiorentina

L’immagine di Genny che indossa la maglietta «Speziale libero», sui «cancelli» dell’Olimpico, mentre parlamenta con capitan Hamsik, per «decidere» se quella partita si giocherà o meno, fanno il giro del mondo.

A distanza di cinque anni da quella tragica pagina della storia del calcio, De Tommaso, ex capo del gruppo ultras Mastiffs (che alloggia in Curva A al San Paolo), e condannato alla fine del 2018, a 18 anni per traffico internazionale di stupefacenti, è atteso di nuovo in aula. Ma questa volta come collaboratore di giustizia (la decisione è maturata qualche mese fa), nel processo che vede alla sbarra presunti narcos di Forcella.

Il pentito
Gennaro De Tommaso
atteso in aula
il prossimo giugno

E’ chiaro che dalle sue dichiarazioni si potrà meglio ricostruire non solo lo scenario dell’illecito contestato ai presunti trafficanti, ma pure il rapporto esistente tra certi gruppi organizzati e la camorra.

Emiliano Zapata Misso:
in Curva A
i capi dei gruppi ultras
sono tutti camorristi e ladri

A fare il nome di Gennaro De Tommaso è pure il pentito Emiliano Zapata Misso, nipote dell’ex boss della Sanità poi passato a collaborare con la giustizia, Giuseppe ’o Nasone (Giuseppe Misso, Missi all’anagrafe, ndr). Le dichiarazioni dell’ex ras dell’omonimo clan, sono rese in aula alla presenza del pm Ardituro e del presidente Albanesi, il 18 ottobre del 2010, nell’ambito del processo «Buonanno ed altri per i disordini di Pianura».

Il legame tra i gruppi organizzati
della Curva A e i clan della camorra

Ardituro e Albanesi chiedono a Misso di spiegare che tipo di rapporti esistano tra certi ambienti della tifoseria organizzata nelle curve del San Paolo, e la camorra; l’attenzione si focalizza soprattutto sulla Curva A. E viene fuori, tra l’altro, che la presenza allo stadio del gruppo «Rione Sanità» – afferma il pentito – sarebbe stato imposto dallo stesso ex padrino Giuseppe Misso.

Il ruolo della camorra
negli equilibri della curva

«Dal 2003 al 2006 (poi a febbraio del 2006 sono stato arrestato) – dichiara Emiliano Misso – andavo assiduamente allo stadio San Paolo, perché sono un tifoso del Napoli e andavo in Curva A, praticamente prendevo posto tra il gruppo Rione Sanità e il gruppo Mastiffs». Si chiede a Zapata con quale tipo di frequenza andasse allo stadio e lui risponde che vi si recava quasi tutte le domeniche, quando il Napoli giocava in casa, ma dice pure di aver partecipato a delle trasferte.

Le dichiarazioni
del collaboratore
di giustizia
Emiliano Zapata Misso

«Siccome io sono della Sanità e avevo molti amici anche tra i Mastiffs, gruppo che abbraccia tutto il centro storico cittadino, io guardavo la partita tra i due gruppi – continua Misso – C’era pure il gruppo delle Teste Matte (zona Quartieri Spagnoli) che si sistemava, sempre in posizione centrale in Curva A, pochi metri dietro i Mastiffs». Ma chi gestiva, chiede il pm, le attività di detti gruppi organizzati?

La mappatura
dei gruppi
organizzati
e i leader del tifo

«Il gruppo del Rione Sanità – risponde Misso – è guidato da Gianluca De Marino, fratello di Ciro De Marino, componente del gruppo di fuoco del clan Misso. Nel gruppo dei Mastiffs il capo ultras è Gennaro De Tommaso, detto Genny ’a carogna, che è il figlio di ‘Ciccione’ De Tommaso (Ciro, ndr) che è nostro affiliato e che è stato pure condannato con noi. In Curva B c’è tale Massimo il bandito (Massimiliano Amato, arrestato nel 2012 per traffico di droga, ndr), capo ultras dei Fedayn, che stanno in Curva B; nel gruppo della Masseria Cardone ci sono Ettore Bosti detto ’o russ’, figlio di Patrizio Bosti; poi c’è il figlio di Renato Esposito, ammazzato in piazza Trieste e Trento, detto ‘o nennillo; poi, il figlio di Tonino Capuano (esponente della malavita di Forcella e braccio destro di Luigi Giuliano, ndr)».

Le domande del pm
e del presidente della Corte
nel corso dell’udienza
del 18 ottobre del 2010

Ma come mai, chiede il presidente della Corte, detti gruppi hanno (ci riferiamo sempre al periodo 2003-2006) come capi, esponenti o figli di esponenti della criminalità organizzata napoletana? «Io sono andato per tre, quattro anni, in Curva A, sono tutti camorristi. Camorristi e ladri». «Non so se si tratti di una coincidenza o se ci sia un motivo dietro il fatto che i gruppi siano capeggiati da camorristi – precisa Misso – però posso dirvi che spesso si registravano litigi tra gruppi in curva, che poi erano (emanazioni) di organizzazioni malavitose rivali. Ad esempio poteva succedere qualche litigio tra quelli della Masseria (che facevano riferimento ai Licciardi) e noi del Rione Sanità (emanazione dei Misso, ndr)». «Ognuno dei gruppi ha il suo posto, lo stesso per ogni gara. La linea della postazione ‘fissa’ è seguita anche dagli altri gruppi. Io andavo tra quelli del Rione Sanità e i Mastiffs perché facevo parte del gruppo di fuoco dei Misso e loro lo sapevano, ma se una brava persona voleva mettersi lì con la sua bandiera, lo mandavano via. Stessa cosa accadeva se si voleva organizzare un gruppo di ragazzi estranei a dinamiche criminali, non potevano posizionarsi lì».

Ma come si può fare, chiede Ardituro, per creare un nuovo gruppo di tifosi organizzati e andarsi a posizionare allo stadio? «Il gruppo del Rione Sanità viene fondato (nel 2000) qualche anno dopo che mio zio (Giuseppe Misso, ndr) viene scarcerato. Dopo l’omicidio del cognato dei Licciardi (Misso si riferisce a Gennaro Esposito, ucciso il 7 ottobre del 2000), mio zio decise di far mettere sullo stadio, come segno di potere, il gruppo del Rione Sanità. Parlando con Ciro De Tommaso, padre di Genny ’a carogna, si attivò per la nascita del gruppo ultras».

Ecco come nacque
il gruppo Rione Sanità

Come si svolse l’iter? «Ciro De Tommaso parlò col figlio, Genny ’a carogna. Quest’ultimo, essendo a capo dei Mastiffs, il gruppo più vecchio della Curva A (nato nel 1991), riportò agli altri capi ultras la proposta per far insediare in Curva A il gruppo del Rione Sanità, e loro accettarono». Quindi, chiede, il presidente Albanesi: «La collocazione di un gruppo di riferimento sullo stadio, secondo quanto lei ci dice, va ritenuta come una manifestazione di forza da parte dei gruppi camorristici?».

Il gruppo
Rione Sanità
fu fondato
dopo l’omicidio
del cognato
dei Licciardi
per ostentare
la forza dei Misso

«Nel nostro caso, sì», risponde Misso. E negli altri casi, chiede ancora il presidente Albanesi? «E anche negli altri casi (è così)», afferma il pentito. Che a sostegno delle sue parole, spiega: «Ad esempio dopo che il clan degli Scissionisti ha vinto la guerra di camorra (faida di Scampia) contro i Di Lauro, è comparso un altro gruppo, Area Nord. E non è che è comparso a caso». Tornando infine alla collaborazione di Gennaro De Tommaso e alla sua attesa presenza in aula a giugno, ci sono da registrare fibrillazioni a Forcella, dove vive la famiglia di Genny ’a carogna. Nell’edizione odierna de «Il Mattino» è riportata la notizia relativa a quella che appare come una intimidazione, subita dalla sorella di Gennaro. La Smart di Filomena De Tommaso, che si dissocia dalla scelta del fratello di collaborare con la giustizia, lo scorso sabato notte, è stata danneggiata da due soggetti, che hanno infranto con una spranga,  il vetro anteriore della vettura.