venerdì, Ottobre 7, 2022
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Ultime notizie dall’area sud di Napoli

Bracconaggio e abbandono rifiuti nel Nolano e agli Astroni

La Polizia Metropolitana di Napoli ha reso noto il bilancio delle tre giornate di pattugliamenti effettuate dalla task force contro il bracconaggio e l’abbandono di rifiuti messa in campo dal Comandante Lucia Rea. “Ad eseguire i controlli 8 unità del Corpo di Polizia della Città Metropolitana e una decina di guardie volontarie venatorie e zoofile di Lipu e WWF, storiche associazioni ambientaliste.

Due le aree perlustrate. Nella prima, afferente ai territori dei comuni di Nola, Palma Campania e Scisciano, la Polizia Metropolitana e le guardie Lipu hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cacciatore per aver abbattuto tre tordi bottacci con l’ausilio di un richiamo acustico elettromagnetico vietato. Sequestrati un fucile calibro 12, nove cartucce, i tre tordi morti e il richiamo vietato. Il cacciatore era sprovvisto di polizza assicurativa e non aveva pagato le tasse per esercitare l’attività venatoria. Inoltre esercitava la caccia ad una distanza inferiore ai 100 mt. dalle abitazioni con grave pericolo per l’incolumità pubblica. Altri due cacciatori sono stati verbalizzati per violazioni amministrative. Rilevati numerosi abbandoni di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi nelle campagne, che sono stati prontamente segnalati ai Comuni di competenza per la rimozione e la bonifica. Il totale delle sanzioni amministrative comminate è pari a circa 3000 euro. Tra ottobre e novembre è intensa la migrazione autunnale dei tordi, oggetto di vere e proprie stragi a causa del diffuso utilizzo di richiami vietati, tecnologicamente avanzati in quanto dotati anche di telecomando.

La seconda area è, invece, quella della Riserva naturale dello Stato Cratere degli “Astroni” e Parco regionale dei Campi Flegrei (Napoli). Il blitz della Polizia Metropolitana e delle guardie volontarie del WWF ha condotto al sequestro di un impianto acustico illegale finalizzato ad attirare la fauna selvatica, celato in una cassetta di ferro zincato cementata al suolo e chiusa con un lucchetto blindato. Il sistema era alimentato da una batteria per auto sostenuta da un pannello fotovoltaico. L’impianto veniva attivato nelle ore notturne, grazie all’ausilio di un timer, per attirare le quaglie, che venivano poi abbattute alle prime luci del giorno. Una attività di caccia vietata, per giunta svolta in un territorio protetto. L’impianto è stato individuato mediante gli innovativi sensori acustici Guardian, forniti da RainForestConnection, Ong statunitense, installati presso la Riserva. I sensori ‘ascoltano’ il bosco e attraverso un complesso sistema di Intelligenza Artificiale riconoscono e classificano i suoni. Essi sono in grado di riconoscere l’abbaio dei cani, lo sparo da arma da fuoco, il motosega e tante altre emissioni sonore. Gli operatori del WWF ricevono un’allerta sul proprio smartphone in tempo reale che veicolano alla Polizia Metropolitana.

La sinergia tra istituzioni e volontari per la tutela dell’ambiente e degli animali, quale quella messa in campo con la task force dalla Polizia Metropolitana, è anche oggetto di uno studio in corso da parte di due antropologi ricercatori dell’Università di Paris Nanterre et CNRS (Laboratorio di etnologia e sociologia comparative), Giovanni Gugg e Vanessa Manceron, nell’ambito del progetto internazionale ‘Ruling on Nature. Animals and Environment before the Law’ (RULNAT)”.

Scipparono e ferirono una donna a Torre del Greco: arrestati

Scipparono e ferirono una donna, trascinandola per diversi metri sull’asfalto: oggi i due presunti responsabili della rapina sono stati arrestati per ordine del Gip di Torre Annunziata. Il fatto avvenne il 7 settembre scorso a Torre del Greco, secondo la Procura, i due indagati sono i rapinatori che erano in sella allo scooter utilizzato per la rapina e ferirono la donna. Stamane i carabinieri, in esecuzione della misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, hanno proceduto all’arresto di due giovani di 26 e 28 anni: per loro l’accusa e’ di rapina.

La visione dei filmati delle telecamere comunali, insieme alle altre attivita’ d’indagine condotte, ha permesso ai militari dell’Arma di ricostruire i fatti accaduti lo scorso 7 settembre, quando due giovani in sella a uno scooter avevano tentato di sottrarre con violenza la borsa ad una donna che stava passeggiando in strada. La vittima era caduta a terra, per essere trascinata sull’asfalto, dopo aver resistito agli strattonamenti dei due, che erano dovuti scappare. La denuncia della donna e i successivi accertamenti hanno permesso di individuare gli autori del reato e di assicurarli alla giustizia.

Immatricolavano auto Ue non pagando Iva: 900mila euro sequestrati

Immatricolavano automobili provenienti da Paesi comunitari con documentazione falsa per evadere l’Iva: coinvolte 14 società e 21 amministratori. Sequestrati, inoltre, beni per oltre 900mila euro nei confronti di due ditte e di nove imprenditori, indagati per evasione fiscale commessi nella vendita di veicoli di provenienza comunitaria. Le investigazioni sono state condotte dalla Guardia di finanza di Salerno su delega delle procure di Salerno e di Nola (Napoli).

I primi accertamenti delle Fiamme Gialle sono stati avviati dopo una denuncia nella quale la vittima raccontava di aver ricevuto dall’Agenzia delle Entrate la contestazione del mancato versamento dell’imposta sull’acquisto di una un’autovettura, che risultava aver avuto luogo in Repubblica Ceca. E’ stato così accertato che l’auto, pur provenendo dall’estero, era stata comprata dall’uomo tramite un concessionario di Marigliano (Napoli) che gli aveva rilasciato regolare fattura, comprensiva dell’Iva. Il 40enne si era così rivolto alle Fiamme Gialle che hanno fatto luce su una serie di analoghe truffe, perpetrate da una vera e propria associazione a delinquere. Grazie ad un meccanismo fraudolento ben rodato, il principale rivenditore, avvalendosi di alcune imprese del settore e di un’agenzia di consulenza compiacente con sede a Pagani (Salerno), predisponeva certificazioni false a nome dei clienti simulando l’acquisto delle vetture negli Stati europei nonché il corretto assolvimento degli obblighi fiscali.

Nel corso degli approfondimenti investigativi, i finanzieri hanno ricostruito, a partire dal 2014, operazioni di nazionalizzazione illegittime per circa 600 autovetture. Un giro d’affari che ha determinato, per le casse dell’Erario, un danno quantificato in oltre 2 milioni di euro. Nella maxi-frode sono risultate coinvolte, a vario titolo, 14 società campane e 21 rappresentanti legali che dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica in atto pubblico e induzione in errore di pubblico ufficiale.

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