giovedì, Giugno 30, 2022
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Torre del Greco | Attesta un fatturato alto per ottenere aiuti Covid, imprenditore scoperto

Per ricevere i fondi del «decreto liquidità» aveva attestato un fatturato relativo al 2019 superiore a 122.000 euro, a fronte dei più modesti 22.000 euro. Per questo motivo a Torre del Greco (Napoli) un imprenditore del settore abbigliamento è stato raggiunto da un provvedimento di sequestro preventivo, diretto e per equivalente, emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina ed eseguito dal gruppo della Guardia di Finanza torrese.

Stando alle indagini, l’imprenditore avrebbe autocertificato dati non veritieri nella domanda per accedere al contributo assistito da garanzia statale. In particolare, in base alla ricostruzione degli uomini della compagnia Guardia di Finanza di Torre del Greco, è emerso che il destinatario del provvedimento, titolare della ditta, avrebbe percepito tale contributo a sostegno delle imprese danneggiate dalla pandemia da Covid-19, attestando di aver conseguito un fatturato riferito all’anno 2019 pari a 122.217,00 euro, a fronte di un valore ammontante in realtà di 22.217,00 euro.

«Si tratta – spiega il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – del primo sequestro preventivo disposto, nel circondario di Torre Annunziata, per violazione della normativa emanata per far fronte alla crisi delle imprese per effetto dell’emergenza epidemiologica in atto».

Nello specifico, all’imprenditore sono stati sequestrati beni per 12.500 euro: sotto chiave sono finiti due motoveicoli e disponibilità liquide rilevate su un rapporto finanziario. Sono tuttora in corso accertarnenti finalizzati ad individuare saldi attivi detenuti dall’indagato presso ulteriori istituti bancari.

Pollena Trocchia | Furto nella Cappella di Paolino Avella

Un furto è stato compiuto nel cimitero di Pollena Trocchia (Napoli), all’ interno della Cappella che ospita i resti di Paolino Avella, il giovane ucciso nel 2003 a San Sebastiano al Vesuvio per aver reagito ai rapinatori che gli avevano sottratto il motorino. Lo rende noto la Fondazione Polis che definisce un «atto sacrilego» l’ accaduto. Secondo il presidente della Fondazione, Don Tonino Palmese «ciò che più inquieta è che dalla cappella sono stati sottratti oggetti di poco conto, un fatto che segnalerebbe una vera e propria intenzione profanatoria nei confronti della memoria di Paolino.»

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