giovedì, Maggio 26, 2022
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«Ugo colpito alle spalle, mi urlò di scappare»: il gip manda il 16enne in comunità

Il giudice, al termine di un lungo interrogatorio, ha convalidato il fermo del giovane accusato di essere il complice del baby rapinatore ucciso la notte tra sabato e domenica a Napoli.

di Luigi Nicolosi.

“Era la prima volta che commettevo una rapina. Ugo era mia amico, ma prima di sabato sera non avevo mai fatto una cosa del genere, né con lui né con altri”. Con queste parole F.D.C., il 16enne accusato di essere il complice del baby rapinatore ucciso Ugo Russo, ha ammesso gli addebiti e provato a spiegare la propria posizione nel corso dell’udienza di convalida celebrata questa mattina davanti al gip Draetta del Tribunale per i Minorenni.

Il giudice, dal canto suo, ha disposto la convalida del fermo del 16enne indiziato di concorso in tentata rapina aggravata. Il ragazzino potrà però lasciare il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei già nel pomeriggio di oggi: sarà trasferito in una comunità di recupero. Monta intanto l’attesa per l’esame autoptico sul corpo di Ugo Russo, il 15enne ucciso dal carabiniere a colpi di pistola in via Generale Orsini, a Santa Lucia. I funerali, con tutta probabilità e salvo slittamenti dell’ultima ora, saranno celebrati nella giornata di giovedì ai Quartieri Spagnoli.

Tornando invece al complice di Russo, nel corso del lungo interrogatorio al quale è stato sottoposto al momento del fermo, il ragazzino ha ricostruito con dovizia di particolari il momento della sparatoria costata al militare dell’Arma l’accusa di omicidio volontario, ipotesi di reato con la quale è iscritto da ieri nel registro degli indagati. Il 16enne ha sostenuto durante la tentata rapina del Rolex è rimasto “sul motorino a circa tre metri di distanza da Ugo”, che in quel frangente si è avvicinato, pistola replica in pugno, “al finestrino della macchina guidata dal carabiniere”.

Stando a quanto riferito dal 16enne del Pallonetto e ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, il militare avrebbe quindi “esploso un primo colpo dopo aver finto la consegna dell’orologio”. Dopo di che, Ugo Russo si sarebbe voltato nel tentato di raggiungere il complice ed è a quel punto che sarebbe partita una seconda pistolettata, quella che forse ha raggiunto la vittima alla nuca. Sul punto, F.D.C. ha riportato le parole strazianti dell’amico che in quel momento era a terra ancora cosciente: “Scappa, scappa! Quello mi ha ucciso”.

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