Il neo senatore della Lega, Ugo Grassi

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di Giancarlo Tommasone

Emendamento salva-Napoli, nei giorni scorsi, il senatore pentastellato Ugo Grassi è intervenuto, rispondendo su Facebook, alle critiche piovute da più parti sulla norma a sua firma, inserita nel Milleproroghe. In molti hanno sollevato dubbi sulla costituzionalità della legge e sul fatto che potrebbe rappresentare l’ancora di salvezza (in particolare per Napoli) di Comuni che sarebbero irrimediabilmente condannati al default.

Come tra l’altro è stato ribadito attraverso una nota dell’associazione dei giudici erariali. Proprio contro il «parere»
della Corte di Conti, che aveva definito l’emendamento un «inutile accanimento terapeuitco» per Enti già tecnicamente
in dissesto, si è alzata la difesa di Grassi

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Nel rispondere a chi lo accusa, il senatore ha tenuto a scrivere: «(Ci si) dimentica che nessun emendamento è scritto in solitudine (…) Da un punto di vista politico non condivido l’egocentrismo dei napoletani che ritengono la norma scritta per loro. In quelle ore convulse e notturne pensavamo ai 300 comuni coinvolti, molti dei quali, pur in pre-dissesto, ad un passo dalla salvezza». Ce ne è anche per la Corte dei Conti, naturalmente, la sua opinione, scrive Grassi, «per quanto autorevole, non è il verbo».

Ma il senatore, spiegando da dove nasca l’emendamento
salva-Comuni, fa intendere pure che nulla è deciso
e che c’è pure la possibilità di correggere il tiro

«Lo Stato può anche giudicare opportuno cambiarle (le regole). Le regole non piacciono? Sono politicamente inopportune? Si correggono da una camera all’altra». A Grassi risponde anche la consigliera regionale Marì Muscarà, che quasi «avverte»: «Ti consentiamo e ti ringraziamo, quella norma è assolutamente migliorabile e va fatto adesso alla camera».

La contromossa del Movimento contro l’emendamento di Grassi

Per comprendere l’ultimo passaggio dello scritto del senatore, «da una camera all’altra» possono cambiare le cose, non bisogna dimenticare, che come riportato in esclusiva da Stylo24 lo scorso agosto, per «contrastare» la norma di Grassi, un gruppo di attivisti napoletani si è messo al lavoro per produrre un contro emendamento. Insieme agli attivisti hanno lavorato al correttivo due professori universitari e tre parlamentari grillini. Correttivo che consiste in tale regola: gli amministratori dell’Ente che aderiranno al salva-finanze avranno, sì, la possibilità di poter diluire il debito in 30 anni, ma subiranno la stessa sorte di coloro che dichiarano dissesto. In poche parole saranno considerati incandidabili per 10 anni. In pratica, de Magistris, si salvi o meno il Comune dal dissesto, sarebbe praticamente costretto a dire addio al sogno, ormai prossimo, di partecipare alle Regionali del 2020.

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