L'ex assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele

di Giancarlo Tommasone

«Quell’incarico non s’ha da dare», o meglio va revocato, perché è già stato affidato. Parola del sindaco Luigi de Magistris, che, nelle scorse ore, ha preso le distanze dalla scelta effettuata dall’assessore Nino Daniele. Il delegato a Cultura e turismo del Municipio partenopeo, aveva infatti conferito l’incarico – a una professionista dell’informazione e tramite chiamata diretta – di ufficio stampa per la Casa del Cinema di Napoli.

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Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Il caso era stato sollevato da Fanpage.it che aveva acceso i riflettori sull’assegnazione avvenuta senza la pubblicazione di alcun bando di gara.

«Non ne sapevo nulla e non sono d’accordo», ha tagliato corto il primo cittadino, annullando quanto fatto da Nino Daniele

La determina comunale di affidamento dell’ufficio stampa per la Casa del Cinema di Napoli

La difesa di Nino Daniele

Che ha provato a difendere la sua scelta con queste parole: «Se si detrae (dai 18mila euro previsti per l’incarico temporaneo di 9 mesi) l’Iva, oltre alle spese e le tasse, quel lavoro, di una grande professionista, è pari come retribuzione a zero. E’ un atto di volontà civica di collaborare a un importante progetto della nostra città. Lavorerà gratis sostanzialmente». Effettivamente, gratis proprio no.

Circa 1.700 euro al mese spettanti alla giornalista

Facendo un calcolo molto semplice sui 15mila euro imponibili, si arriva a uno stipendio di poco più di 1660 euro al mese, vale a dire una retribuzione del tutto in linea con i tariffari professionali. Però lascia perplessi soprattutto il fatto che Nino Daniele sia un amministratore, e da quanto in qua gli amministratori di un Comune si occupano dei tariffari professionali di un giornalista? Altra questione: la scelta ricaduta sulla giornalista, nella determina comunale viene pure  «giustificata» con questo punto:  «Consultato il catalogo del Me.PA. (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione), da cui non si è rilevato la presenza di un fornitore specifico per la promozione delle attività nel settore cinema e per l’ufficio stampa di esso».

Palazzo Cavalcanti, dove è ospitata la sede della Casa del Cinema di Napoli

Quindi Daniele, trovandosi di fronte a una vicissitudine del genere ha deciso di affidare l’incarico alla giornalista, senza bando. E pagandola con i soldi attinti dal fondo finanziato con l’imposta di soggiorno, vale a dire con il denaro che i turisti versano per «risiedere» a Napoli, in alberghi, bed and breakfast e case vacanza. Visto che Daniele dichiara che la retribuzione della «grande professionista è pari a zero», non sarebbe stato meglio indire una gara (coinvolgendo anche Ordine dei giornalisti e Sindacato) con un riconoscimento economico simbolico (magari di un euro) ed aperta al vasto numero di professionisti e pubblicisti iscritti all’Ordine della Campania (circa 10mila)? Magari ci sarebbe stato qualcuno (più di un uno) ben lieto di mostrare la sua «volontà civica di collaborare a un importante progetto della nostra città».