giovedì, Agosto 18, 2022
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Ucciso e gettato tra i campi: l’auto usata dai killer di Antonio trovata a Ponticelli

Il giallo di Caivano arriva alla prima svolta investigativa: un super testimone l’ha visto andare via con l’amico. Indagato per omicidio il 20enne Domenico Bervicato

di Luigi Nicolosi

Un super testimone oculare e l’inquadratura di una telecamera di videosorveglianza pubblica. Sono questi i due punti chiave dell’inchiesta con cui gli inquirenti della Dda di Napoli stanno provando a fare luce sul brutale omicidio di Antonio Natale, ucciso a colpi di pistola il 4 ottobre scorso e il cui cadavere è stato scoperto due settimane più tardi tra le campagne di Caivano. Una vicenda ancora oscura, della quale è però adesso chiamato a rispondere un primo indagato: il 20enne Domenico Bervicato, l’ultimo che avrebbe visto ancora in vita il povero Antonio, arrestato la settimana scorsa per droga

Proprio Bervicato, stando a quanto messo a verbale il 29 ottobre da Alberto R., conoscente sia del sospettato che della vittima, sarebbe stato l’ultima persona a vedere ancora in vita Natale. Il testimone ha infatti raccontato ai carabinieri di aver visto Natale salire a bordo di una Smart For Four alla guida della quale si sarebbe trovato il 20enne di Caivano: i due ragazzi, come emerso nei giorni scorsi, sarebbero poi andati a Napoli, precisamente alla Torretta di Chiaia, per comprare alcuni capi di abbigliamento. Quest’ultima circostanza sembra trovare inoltre trovare riscontro nelle registrazioni effettuate da una telecamera installata nei pressi del negozio di abbigliamento “Galiano”, la quale ha effettivamente ripreso il passaggio dell’utilitaria.

Arriviamo così all’ultimo colpo di scena dell’inchiesta. La macchina, poi risultata essere di proprietà di un parente acquisito di Bervicato, era letteralmente scomparsa dai radar delle forze dell’ordine, ma pochi giorni fa è stata ritrovata nel quartiere Ponticelli, parcheggiata in strada e con alcune ammaccature sulla carrozzeria. La Procura partenopea ha dunque disposto la vettura a sequestro e a breve saranno eseguiti alcuni accertamenti tecnici irripetibili. Chiaro l’intento degli inquirenti: individuare eventuali impronte digitali o tracce biologiche ed ematiche, compatibili con la morte violenta di Antonio Natale. Il cerchio delle indagini non è però ancora chiuso: la Dda sospetta infatti che Bervicato possa essere aiutato da almeno un complice, forse addirittura due, sia nella fase esecutiva del delitto, che nei momenti successivi. Gli inquirenti escludono infatti che il 20enne possa essere tornato a piedi a casa, a Caivano, dal lontano quartiere Ponticelli. La caccia ai killer è appena cominciata.

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