domenica, Dicembre 5, 2021
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Ucciso a 19 anni come un boss: epurazione interna al clan Di Lauro

Agguato mortale nella roccaforte di Secondigliano, Luigi Giuseppe Fiorillo ammazzato per un regolamento di conti nell’ambito del piccolo spaccio di droga

Dopo il recentissimo omicidio del 23enne Carmine D’Onofrio a Ponticelli, le fibrillazioni tra i clan napoletani raggiungono anche il quartiere di Secondigliano. Poco prima della mezzanotte la polizia, dopo segnalazioni di spari in strada, è intervenuta in via dell’Arco, all’altezza del civico 20, e ha trovato riverso terra il cadavere di Luigi Giuseppe Fiorillo, 19 anni, pregiudicato, trafitto da dieci proiettili calibro 7,65. La salma è nell’istituto di Medicina legale del Secondo policlinico a disposizione del pm. Sul delitto indaga la Squadra mobile, che starebbe battendo la pista dell’epurazione interna al clan Di Lauro.

Ci sarebbe uno sgarro nel mondo del piccolo spaccio di droga che il boss non gli avrebbe perdonato. Per questo Luigi Giuseppe Fiorillo, pregiudicato di 19 anni, del quartiere di Secondigliano sarebbe stato ucciso nella notte nel cuore del quartiere bunker della cosca, lì dove vivono i boss. Ucciso dal suo stesso clan, i Di Lauro. Questa la pista maggiormente battuta in queste ore dagli investigatori che stanno provando ad individuare con precisione dinamica e movente. Due, in sella a uno scooter sarebbero arrivati in via dell’Arco, sotto casa del capoclan e fatto fuoco contro il giovane che era in compagnia di una decina di persone. Nessun testimone, nessuna telecamera. Ma un sospettato potrebbe essere stato individuato. L’omicidio ha anche un valore simbolico, essendo stato commesso sotto casa del boss.

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