Si indaga senza trascurare alcuna pista per comprendere i motivi dell’agguato a Clemente Palumbo, il 34enne con precedenti morto ieri in ospedale a Napoli dopo un agguato a Casalnuovo nei presso della sua abitazione in via Casarea nel quale ha perso la vita la madre 55enne, Immacolata De Rosa.

I CARABINIERI INDAGANO
SUL PASSATO DELLE VITTIME
DELL’AGGUATO A CASALNUOVO

Chi ha sparato, ha sparato a Palumbo, seduto nella sua auto al posto di guida, mentre la donna e’ stata colpita da un unico proiettile che si e’ infilato dal fianco sinistro nelle regione sotto ascellare, uccidendola sul colpo. L’uomo invece, ferito due volte, era stato trasportato d’urgenza al Cardarelli per essere operato, ma e’ deceduto nel nosocomio.

I carabinieri scavano nel passato di Palumbo, vecchie pendenze con la giustizia per ricettazione (e non per droga come si era appreso in un primo tempo) e considerato vicino alla criminalita’ organizzata locale. L’uomo aveva una ditta di movimento terra, tradizionale settore di interesse della camorra.

IL VERO OBIETTIVO DELL’AGGUATO
ERA FRANCESCO PALUMBO

Si arricchisce di dettagli la dinamica dell’agguato. Cinque colpi di pistola alla faccia e al collo di Clemente Palumbo, uno solo verso Immacolata De Rosa, che resasi conto dell’agguato contro il figlio, ha alzato le mani come per proteggersi. Il proiettile e’ entrato nel suo corpo dall’ascella e lesionato il cuore. Il pregiudicato di Casalnuovo, suo figlio, era vero obiettivo dei killer che ieri sera hanno fatto fuoco sei volte. La donna era incensurata, madre di altri tre ragazzi e vedova.

L’agguato, di matrice camorristica, e’ il trentesimo dall’inizio dell’anno. Palumbo, con un precedente per ricettazione, potrebbe essere finito nel mirino del gruppo dei Veneruso in quanto considerato vicino ai Rea. I due clan erano un tutt’uno fino a pochi mesi fa, grazie a una spartizione equa degli affari, ma quell’equilibrio si e’ rotto. Degli ammanchi nella cassa avrebbero generato le frizioni che gia’ un mese fa hanno portato a una gambizzazione. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Castello di Cisterna e di Casalnuovo ma si scontrano contro un muro di omerta’.