di Natale Musella.

È possibile che alcune reti televisive, pur vivendo tra noi, viaggiano verso altri pianeti? Si parla di bollettino di guerra per l’accadimento del coronavirus e alcuni TG confondono questi bollettini con la vera guerra. Si vede che non hanno idea di cosa sia veramente la guerra. Addirittura c’è stato chi ha mostrato alcune immagini di guerra, in diverse parti del mondo, mostrando città distrutte, gente spaventata e denutrita che scappa da dove c’è la vera guerra. Io penso che noi non ci troviamo in questo stato di cose, tranne quella di stare attenti per non diffondere questo strano virus.

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Eppure c’è un’ordinanza governativa che vieta gli assembramenti e invece si vede nel teatro dove si svolge il programma: L’eredità, pieno di persone e che non siedono ad un metro l’uno dall’altro, inoltre lo stesso Flavio Insinna stringe la mano ai partecipanti. Ma quale esempio si dà quanto, minimamente, è una televisione cosiddetta pubblica, a cui la gente elargisce denaro ogni anno e perché cosa? Per gente e programmi inutili, regalatori di soldi e pompierizzati per spegnere il fuoco? Oppure, intervengono con un TG sparando in modo violento veramente un bollettino di guerra, ma senza dire tutta la verità. Ma che bella televisione! troviamo gente impreparata, ignorante e partigiana sul versante opposto alla partigianeria.

Si può accettare tutto questo da una televisione pubblica? No non si può! Ci rifilano solo notizie che il popolo già conosce e non si azzardano a parlare Del MES, cosa molto importante per il popolo, documento che dà l’ok alle banche europee, come Germania e Francia, principalmente, di prelevare denaro a nostre spese; perché l’Italia non l’avrà mai per il suo debito pubblico. Dunque il 16 marzo ci sarà la firma degli stati europei per questo nefasto documento. Cosa bisogna fare per andare a fermare questo improprio evento? Già il buongiorno si vede dal mattino, si dice, la sostituta di Mario Draghi che ha dato il benvenuto agli italiani: siamo tutti italiani, ci ha detto; come se in realtà noi non fossimo europei, ma uno stato dipendente dall’eurogruppo.

Eppure chi deve firmare questo documento è un membro del governo italiano; di un’Italia fondatrice dell’Europa. Ma probabilmente per i gestori dell’erogruppo l’Italia non costituisce una nazione di primaria importanza. Ma perché l’Italia è e deve restare, per loro, una fonte di guadagno sicura; un guadagno costruito sopra il nostro debito pubblico; e se questa Italia si dovesse un giorno riprendere da questa situazione d’indebitamento, sarebbe un grosso guaio per i magnati dell’economia che speculano sulla nostra pelle. Non ci sarebbe più l’albero della cuccagna a sostenere i loro profitti e l’Italia sarebbe una spina nel fianco europeo. Pertanto dobbiamo solo sperare in un miracolo politico? Ed io pago! diceva il grande Totò.