di Giancarlo Tommasone

Napoli, le isole del Golfo, i siti archeologici, meta pasquale dei turisti provenienti da tutto il mondo. Almeno da quindici anni è così, nonostante si cerchi di comunicare che la tendenza a recarsi nella città partenopea alla scoperta dei tesori storici e paesaggistici sia frutto del rilancio del turismo operato dall’Amministrazione de Magistris. Il sindaco nelle scorse ore ha pubblicato un post su Facebook, in cui, tra l’altro scrive: “Questa è una delle migliaia di foto di Napoli durante le festività pasquali. Abbiamo vinto un’altra sfida. Una Città viva, ricca di umanità, con gioia nel cuore tra mille sofferenze, con centinaia di iniziative culturali”.

La foto pubblicata dal sindaco de Magistris sul suo profilo Facebook

A ben guardare, però, la città partenopea focalizza l’attenzione dei visitatori già da diversi anni. Partiamo dal 2002: “Circa il 70% delle 350 strutture ricettive dell’isola d’Ischia ha aperto per il lungo weekend di Pasqua che tradizionalmente segna l’avvio della stagione turistica dell’isola che grazie al termalismo è la più lunga del Mezzogiorno d’Italia. Pieno per gli alberghi a tre ed a quattro stelle ma ancora disponibilità per alberghi a cinque stelle” (Ansa, 30 marzo 2002). Nel 2003 la città di Napoli è invasa soprattutto da turisti francesi e italiani, gli americani quell’anno scelgono di stare a casa anche a causa della guerra in Iraq. “Si registra un grande successo per Artecard, la tessera che permette di visitare i musei e viaggiare gratis su bus e metrò. Fra le mete preferite dai turisti quest’anno si segnala San Gregorio Armeno con i suoi negozi di presepi” (Ansa, 26 aprile 2003).

Nicola Oddati

Il trend positivo si registra pure l’anno seguente. A rendicontarne è l’allora assessore al Turismo Nicola Oddati: “Le prenotazioni alberghiere per il fine settimana di Pasqua a Napoli al momento superano l’80% della disponibilità di camere”. L’assessore sottolinea pure che “i dati presentati oggi (9 aprile 2004, ndr) alla tavola rotonda ‘Per un network delle grandi città d’arte’ evidenziano il ruolo crescente di Napoli sul versante del turismo culturale”. Oddati nell’occasione evidenzia ‘numeri’ che non vengono forniti dal Comune di Napoli, bensì da un’indagine svolta dal Comune e dalla Camera di Commercio di Firenze. Pochi giorni prima la Borsa Mediterranea del Turismo aveva registrato una attenzione notevole riguardo all’offerta turistica napoletana.

Una esposizione del tesoro di San Gennaro 

Il 2004 fa registrare anche il boom di accessi al museo del tesoro di San Gennaro e la massiccia presenza di turisti italiani, francesi, tedeschi, spagnoli e americani. Ottimi risultati per il turismo made in Naples anche nel 2006, l’anno in cui viene premiata la linea dei percorsi storico-artistici. Da sottolineare un particolare non di poco conto: i visitatori giungono per le festività pasquali nella città partenopea, nonostante sappiano dell’emergenza rifiuti. Siamo nel 2008, “chi ha scelto Napoli per il weekend di Pasqua era informato, nella maggior parte dei casi, della emergenza rifiuti, e ci è venuto comunque”, il dato proviene da un sondaggio effettuato (proprio nel 2008) dagli studenti di Scienze del Turismo della Federico II, che intervistano centinaia di turisti.

Coppia di turisti tra i rifiuti a Napoli
I turisti scelgono di visitare Napoli nonostante l’emergenza rifiuti

Sempre riferendoci al 2008 fra le attrazioni più visitate ci sono il Palazzo Reale, il Maschio Angioino, il Castel dell’Ovo, il Duomo, il museo Nazionale e gli scavi di Pompei. Gli stranieri provengono per lo più da Usa e Giappone, nel contesto mondiale; da Gran Bretagna, Germania, Spagna e Francia, in quello europeo; gli italiani da Lombardia, Lazio, e Toscana. Tutto ciò giusto per sottolineare un concetto: Napoli è da sempre meta del turismo, non solo dalla primavera del 2011.