La ramanzina e l’invito ad essere puntuale al «lavoro»

di Giancarlo Tommasone

La regola imponeva prima di tutto di colpire le persone più anziane, più avanti con gli anni erano le vittime, più era semplice per i truffatori portare a casa il risultato. E’ la modalità da brividi e assai miserevole seguita dai componenti del gruppo di Piazza Santa Maria della Fede. Nella rete della banda (l’affare illecito era gestito dal clan Contini) sono finite perfino due donne che all’epoca dei fatti avevano 97 anni (residenti rispettivamente a Bologna e a Brescia). Ma c’è di più, secondo quanto emerge dalle intercettazioni effettuate dalle forze dell’ordine (sia in ambientale che telefoniche) era meglio agire la mattina presto, intorno alle otto, «quando le vecchie sono tutte ’nzallanute (intontite)», dice intercettata una «operativa» della gang. Si tratta di Francesca Testa, che è in auto con Chiara Polieri.

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ragazzo immagine nella gioielleria dei Contini

E’ il 7 aprile del 2016 e sono al «lavoro» in Abruzzo. Entrambe le donne risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta Condor. Testa (classe 1980) arriva a fare un sorta di ramanzina alla «collega» più giovane (oggi 26enne), alla quale dice che è meglio partire assai presto la mattina. E con l’auto, è preferibile fermarsi soltanto una volta. Fare il pieno e poi andare presso l’abitazione indicata dal telefonista. Evidentemente, il giorno prima della conversazione in oggetto, Polieri aveva fatto tardi al «lavoro», proprio perché avrebbe effettuato più soste con l’auto. «Ricordati – dice Francesca -, in questo mestiere più presto vai, e meglio è. Perché le vecchie le devi “acchiappare” (inteso: truffare, ndr) nel sonno, quando stanno ancora “inzallanute” dal sonno (inteso: quando si sono appena svegliate, ndr)». «(Magari la vittima) o scende (inteso: esce di casa, ndr) o si fa portare qualcosa da qualcuno e tu puoi acchiappare (trovare, ndr) qualcuno sopra. Più tardi si va e peggio è. Allora tu la devi acchiappare di prima mattina che quella si è appena svegliata e sta ancora tutta addormentata», spiega la «collega» anziana.

Il racconto della prima
truffa della sua vita

Che poi fa un esempio, citando la prima truffa della sua vita. «Io a una signora, la acchiappai con i bigodini in testa e la vestaglia; era appena uscita da sotto la doccia, tanto che si era appena svegliata. La prima “pusteggia” (vale a dire truffa) della mia vita. Che la signora mi disse anche: “Scusami”. E io le dissi: “Non vi preoccupate”. La vestaglia nuda da sotto (non indossava nulla sotto l’accappatoio, ndr). Capito? Più presto vai e meglio è. Perché poi a mezzogiorno quelle (le anziane) mangiano», racconta, intercettata, Francesca Testa.