(Nelle foto il boss Edoardo Contini e il ras Antonio Cristiano)

Il pentito Teodoro De Rosa è un fiume in piena e svela agli inquirenti della Dda i fornitori di sim sporche: «Antonio e Fabio Cristiano coinvolti nell’affare, le basi erano al Borgo Sant’Antonio Abate e al rione Amicizia»

di Luigi Nicolosi

Un po’ boss, un po’ truffatori. I tempi cambiano e anche la malavita organizzata, persino quella di più alta caratura criminale e maggiormente radicata in città, decide di adeguarsi esplorando le nuove frontiere dell’illecito. L’ultimo business del clan Contini, quello del riciclaggio di denaro sporco incamerando l’oro ottenuto tramite le truffe ai danni degli anziani, potrebbe però subire presto un nuovo, duro contraccolpo. Del sistema ha infatti parlato pochi anni fa il collaboratore di giustizia Teodoro De Rosa e adesso le sue dichiarazioni sono state depositate dalla pubblica accusa nell’ambito di uno dei processi che vede alla sbarra il gotha della cosca con base tra l’Arenaccia e il Vasto.

ad

Le rivelazioni affidate da De Rosa agli inquirenti della Dda sono a dir poco scottanti. Uno dei passaggi principali è dedicato alla fornitura di schede telefoniche “anonime” da usare per contattare le vittime senza lasciare traccia: «Fabio Cristiano – ha messo a verbale il 13 maggio del 2016 – è il fratello o il figlio di Antonio Cristiano, che è uno dei capi storici del clan Contini in zona Borgo Sant’Antonio Abate. Antonio e Fabio si occupano principalmente di droga, inoltre sono titolari di negozi di telefonia e di un bar. Con quest’ultimo forniscono sicuramente le schede “sporche”, intestate a soggetti fittizi. Posso dare quest’informazione con certezza in quanto io stesso me ne sono servito in più occasioni».

Puntato il dito contro i due Cristiano, l’uomo del clan Contini entra quindi nel merito fornendo ulteriori e più circostanziate informazioni: «I negozi di telefonia nella loro disponibilità sono entrambi nel Borgo di Sant’Anonio. Il negozio di telefonia di corso Garibaldi 105 è formalmente riconducibili alla famiglia Cuomo ma essendo andata in difficoltà economiche adesso il negozio è sostanzialmente del clan Contini e in particolare della famiglia Cristiano. Anche la famiglia Sorrentino, imparentata con i Licciardi, è proprietaria di negozi di telefonia, uno a Mergellina, uno in corso Garibaldi. Tutti questi negozi trattano telefoni che vengono dall’estero. Un altro negozio importante per il clan con insegna “genius” di proprietà o riconducibile a Eugenio Finizio è sito in via Filippo Maria Briganti nel rione Amicizia, che è il rione di origine del clan Contini. Attualmente è gestito dal boss Salvatore Botta».

Riproduzione Riservata