Una bolletta di Enigaseluce (foto di repertorio)

Si presenta al telefono come operatore della compagnia del gas e della luce, invitando il cliente alla rimodulazione del contratto ma il suo obiettivo è quello di raggirare il malcapitato di turno

«Buongiorno, sono il signor Esposito di Enigaseluce; sta pagando una bolletta troppo cara, la chiamiamo per la rimodulazione delle tariffe, al ribasso, del suo contratto per la fornitura del gas». Questo l’incipit della telefonata, una sorta di cliché utilizzato da un sedicente operatore dell’Eni, per fare breccia nella diffidenza degli utenti, tartassati dalle comunicazioni delle compagnie che offrono servizi. Ma alla fine, facendo un rapido controllo con l’azienda che fornisce gas ed energia elettrica, si scopre che il signor Esposito non esiste, o meglio che il nome, e il numero da cui ha chiamato, non sono associati ad alcun operatore dell’Eni.

E che dietro quella telefonata, potrebbe nascondersi un tentativo di truffa per il passaggio a un’altra compagnia di fornitura, o peggio, un tentativo di rapina. L’ennesima segnalazione è arrivata alla nostra redazione nelle scorse ore, da parte di una professionista che vive nella zona collinare di Napoli. «In effetti – spiega la lettrice –, ho un contratto con Enigaseluce da due anni, il signor Esposito era in possesso dei miei dati, codice fiscale, indirizzo, sapeva che fossi una cliente Eni. Si è presentato proprio come operatore della compagnia, e mi ha chiesto di fissare un appuntamento, presso casa mia, per la rimodulazione del contratto».

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«Quando gli ho detto che sarei passata direttamente io agli uffici Eni, mi ha risposto che non era possibile a causa delle norme antiassembramento». Alla fine, comunque, il sedicente signor Esposito riesce a fissare un appuntamento con l’utente, programmano di vedersi a casa della professionista, alle 15 (qualche ora dopo la telefonata). «“Non si preoccupi per il rischio Covid”, mi ha rassicurata, “verrò con i risultati dell’ultimo tampone effettuato qualche giorno fa”. “E quando sarò a casa sua, potrà fare un controllo anche con Eni, che le accerterà che sono un loro operatore”», racconta ancora la nostra lettrice.

Ma la donna, prima di far entrare un estraneo in casa, ha pensato bene di fare un controllo, componendo il numero verde di Enigaseluce riportato in bolletta. E dopo aver spiegato la cosa a un operatore (quello vero), gli ha fornito nominativo e numero di telefono dal quale è stata contattata. E come sospettava, non risultava alcun operatore associato a quel nome e a quel numero di telefono. «A questo punto, ho più colte provato a ricontattare il sedicente signor Esposito, ma non mi ha mai risposto. Ho mandato un messaggio su WhatsApp, ma evidentemente mi aveva bloccata. E allora sono passata ai vecchi sms, scrivendogli che l’appuntamento era annullato, perché lui non era un operatore Eni e che se si fosse presentato a casa, avrei immediatamente contattato le forze dell’ordine», afferma la professionista napoletana.

Naturalmente, il signor Esposito, o sedicente tale, si è ben guardato dall’andare all’appuntamento. Non è possibile sapere se il finto operatore, magari impiegato in qualche call-center (anche perché possedeva i dati della nostra lettrice), volesse proporre il contratto di un’altra compagnia di servizi, oppure provare a entrare in casa di una persona per mettere a segno un’azione ben più grave (una truffa, un furto, o una rapina). Le forze dell’ordine raccomandano, si verificassero casi del genere, di contattare immediatamente la compagnia di riferimento, e laddove emerga qualcosa che non quadra, denunciare l’accaduto formulando il 112 o il 113.

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