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Hanno tentato di estorcere denaro a una coppia con una truffa ‘classica’, poi li hanno aggrediti e feriti davanti agli occhi della loro figlia di 3 anni. Sono stati identificati dagli agenti del commissariato del quartiere di Napoli San Ferdinando i tre che nella notte di sabato scorso hanno preso di mira due fidanzati in via Tasso. La Polizia aveva raccolto la denuncia nel pronto soccorso di un ospedale cittadino dove erano arrivati i fidanzati feriti per farsi curare.

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Le vittime, a bordo della loro auto, erano state avvicinate da una vettura Smart For Two dove c’era un uomo con due donne e una bambina. L’uomo sosteneva di aver subito danni allo specchietto retrovisore per un urto della macchina dei fidanzati. Il ragazzo, pur non essendosi reso conto di alcun urto, era comunque disponibile allo scambio di generalita’ per compilare il C.I.D. ma, alla sua richiesta di documenti, e’ stato preso a pugni e schiaffi dall’uomo che lo ha anche minacciato con un coltello estratto dal giubbotto che indossava, perche’ pretendeva di essere subito risarcito del danno subito.

Quando la fidanzata della vittima ha tentato di sedare gli animi, e’ stata aggredita da una delle donne. La coppia e’ riuscita a stento a risalire nell’auto, fuggendo in direzione dell’ospedale. I poliziotti, grazie ai minuziosi dettagli forniti dalle vittime nella denuncia dell’accaduto, tra cui il numero di targa della Smart For Two rimasto ben impresso nella mente, hanno identificato C.C. di 27 anni e A.G. di 30anni, entrambi con pregiudizi di polizia e residenti a Casalnuovo.

I due, un tempo legati da una relazione sentimentale, dalla quale era nata una figlia, anch’ella in auto nella notte di sabato, hanno conservato buoni rapporti, tanto da escogitare insieme il tentativo di estorsione ai danni di automobilisti. Ora sono stati sottoposti a fermo per tentata estorsione aggravata in concorso. Il 30enne in piu’, rispondera’ anche del reato di porto abusivo di coltello, rinvenuto nel corso di perquisizione domiciliare. La 27enne, che a gennaio scorso si e’ resa responsabile di analogo reato, e’ stata sottoposta al regime degli arresti domiciliari perche’ madre di una bambina di tenera eta’.