giovedì, Agosto 11, 2022
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Troppi debiti e gestione opaca: guai in vista per New Edenlandia

La società che gestisce lo storico parco dei divertimenti a Fuorigrotta nel mirino del Tribunale di Napoli

di Fabrizio Geremicca

Irregolarità contabili, gestione opaca della cassa, situazione debitoria preoccupante. Sono gli elementi emersi nell’ambito della ispezione giudiziale di Antonio Celeste i quali hanno indotto il giudice Caterina Di Martino, presidente della sezione specializzata in materia d’impresa del Tribunale di Napoli, a nominare un amministratore giudiziale per New Edenlandia spa, la società che gestisce lo storico parco dei divertimenti a Fuorigrotta e che è riconducibile a Gianluca Vorzillo, il presidente del consiglio di amministrazione. Il Tribunale si è mosso a seguito delle denunzie che erano state promosse da Ecosistem San Felice srl e Schiano Mario srl. Socio di minoranza, quest’ultimo, e titolare di un’azienda che produce biciclette.

L’amministratore giudiziale nominato dal Tribunale, che ha trasmesso anche gli atti alla Procura della Repubblica di Napoli affinché quest’ultima valuti la sussistenza di elementi di rilevanza penale nelle vicende di New Edenlandia spa, è il commercialista Giuseppe Castellano. La relazione dell’ispettore giudiziale Celeste che è all’origine dell’ordinanza del Tribunale è stata depositata il 9 maggio. Le parti sono state ascoltate dai giudici nel corso della udienza che si è svolta il 13 luglio. «Il giudizio dell’ispettore – rilevano i magistrati in un passaggio dell’ordinanza – è molto severo e non lascia adito a dubbi».

«Comportamento contrastante con le norme di legge»

Celeste rileva, tra l’altro, che «l’organo amministrativo, indifferente perfino ai gravi rilievi formulati da un pur indulgente organo di controllo, ha perseverato nell’adottare un comportamento contrastante con le norme di legge che impongono diligenza e regolarità nella gestione della società ed ha così ritenuto non solo di non modificare il bilancio neppure secondo le indicazioni del Collegio Sindacale, ma altresì di proporlo all’approvazione dell’assemblea dei soci, nonostante i puntuali rilievi dei soci di minoranza».

Incalzano le toghe: «Tra le irregolarità riscontrate dall’ispettore giudiziale, emerge in maniera inequivocabile che la cassa sociale è totalmente fuori controllo. Una gravissima irregolarità a maggior ragione se si considera che molti degli incassi della società vengono realizzati in moneta presso i botteghini d’ingresso dell’Edenlandia e che non risultano agli atti della società denunzie di furti o rapine che possano giustificare le gravi circostanze segnalate dall’organo di controllo».

Le incongruenze del saldo di cassa

Sottolineano, poi, i magistrati: «L’incontrollabilità e le incongruenze del saldo di cassa al 31 dicembre 2019 fanno ipotizzare incassi non contabilizzati, a nero e distratti a danno della società e dei suoi creditori». Recita un altro passo dell’ordinanza: «Con specifico riferimento al bilancio approvato al 31 dicembre 2020 – si legge nella relazione del dottor Celeste – già si evidenzia in tale anno la presenza di una forte posizione finanziaria negativa, caratterizzata da una ingente debitoria pari ad euro 9.245.985 (dei quali euro 518.823 verso soci ed euro 8.727.161 verso terzi)a fronte di un attivo circolante di euro 962.907. Questo nonostante in tale anno si sia verificata l’apertura del parco al pubblico».

Nel mirino dell’ispettore giudiziale è finito anche il contratto di appalto tra New Edenlandia e la società del gruppo Vorzillo Cgr Costruzioni Generali. «Verosimilmente – scrive il dottore Celeste nella relazione che ha indotto il Tribunale alla nomina di un amministratore giudiziale – può essere messo in dubbio il totale dell’importo appaltato». Prosegue l’ordinanza: «Per quanto riguarda le anomalie nella gestione degli incassi, anche nella parte conclusiva della propria relazione il dottore Celeste conferma la gestione della cassa poco trasparente e piuttosto opaca che fa sorgere sospetti anche sulla esistenza (per il passato) di fondi non registrati in contabilità».

La parte conclusiva della relazione richiamata dai giudici rileva che «durante la sua gestione la società ha visto un incremento esponenziale della massa debitoria, la quale dal 2017 al 2021 è passata da euro 3.445.384 ad euro 8.131.770 e  che sicuramente ne mina pericolosamente la continuità aziendale». La situazione, secondo i magistrati, «richiede ormai interventi urgenti sul capitale, senza i quali si ritiene che la società non sarà in grado di restare sul mercato».

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