venerdì, Ottobre 7, 2022
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Scaffali vuoti per Natale: la «strana» crisi di Trony, lo store da chiudere

Licenziamenti, mobilità, cassa integrazione, contratti di solidarietà. E’ la situazione che sta interessando i 41 lavoratori del punto vendita Trony in via Luca Giordano, a Napoli. Nell’ambito di una logica di dismissione che investe altri tre store dello stesso gruppo: a Genova, Verona e Varese. La procedura avviata per i licenziamenti investirebbe in totale, 105 dipendenti. Secondo quanto è emerso, la motivazione addotta dall’azienda, è quella di una «generica e generale crisi». Difficoltà, che però non sarebbe stata registrata nei punti vendita che subiranno i prossimi tagli. A Napoli, infatti, gli introiti sarebbero stati costanti e rilevanti fino a quando Trony non avrebbe scelto di disinvestire, rinunciando a rifornire il negozio e lasciando che gli scaffali si svuotassero e che l’utenza iniziasse ad avere difficoltà nel trovare lì i prodotti più ricercati.
Scaffali non riforniti proprio durante il periodo natalizio, quando è ovvio, si dovrebbe vendere di più. La vicenda dei lavoratori impiegati a Napoli è alquanto difficile. Nel corso della gestione da parte di Frc Group srl – che aveva acquisito il punto vendita Fnac per il passaggio allo store Trony – si è passati dagli iniziali 71 dipendenti alle attuali 41 unità tramite dimissioni su base volontaria con incentivi alla buonuscita. In seguito le 41 unità sono state investite da cassa integrazione e poi da contratto di solidarietà. Da sottolineare il fatto che la maggior parte dei dipendenti attualmente sotto contratto nel punto vendita partenopeo, erano già dipendenti Fnac, passati a Trony quattro anni fa. Periodo in cui era stato attuato il cambio di gestione per lo store di via Luca Giordano.
Per i 41 lavoratori si tratta, quindi, della seconda procedura di licenziamento che li vede coinvolti nell’arco di pochissimo tempo. Nella fase di passaggio da Trony a Fnac, le istituzioni locali si erano impegnate affinché «quello che era un nodo nevralgico per la cultura in città non perdesse la sua vocazione, ed infatti nel punto vendita di Trony rimase una forte presenza di libri e prodotti audiovisivi e, fino a poco tempo fa, di eventi legati alla cultura. Peraltro, nonostante l’impegno delle istituzioni locali e dei lavoratori affinché venissero mantenuti gli spazi editoriali, essi sono stati nel corso del tempo sempre più ridimensionati, fino all’azzeramento totale dei suddetti eventi». Questa ed altre considerazioni, hanno spinto i parlamentari Scotto e Bossa a produrre una interrogazione rivolta al ministro dello Sviluppo economico e al ministro del Lavoro e delle politiche sociali.

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