Una delle foto contenute nel dossier del consigliere Troncone

Disturbata la visibilità di edifici storici e monumentali vincolati

Il consigliere comunale di Napoli, Gaetano Troncone (componente del Gruppo misto) ha prodotto un dossier (corredato di foto), attraverso il quale segnala «irregolarità dei nuovi impianti luminosi» installati in città. La documentazione è stata inviata, tra gli altri, anche al sindaco Luigi de Magistris, all’assessore al Commercio, Enrico Panini (a cui Troncone si rivolge direttamente, nella ‘lettera’), e al soprintendente Luigi La Rocca (Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio). Al centro delle contestazioni di Troncone, «insegne pubblicitarie delle dimensioni di 1,40 m x 1,00 m installate in quella che l’attuale Piano Generale degli impianti individua come “zona rossa”, ovvero i quartieri più centrali della città e maggiormente “appetibili” sul piano commerciale». Questi impianti, sottolinea il consigliere, stanno progressivamente sostituendo quelli già esistenti e da pochi giorni sono entrati in funzione «con grande disappunto dei residenti visto l’insopportabile inquinamento luminoso che provocano». Si tratta di «un blitz silenzioso messo in campo dall’Amministrazione durante il mese di agosto, disturbando la visibilità di edifici storici e monumentali vincolati. Tra questi troviamo Palazzo Carafa di Roccella (XVII sec.) di proprietà comunale situato nella centralissima Via Dei Mille, sede del museo di arte contemporanea Pan. Anche l’elegante edificio Villa Haas, vincolato dalla Soprintendenza, opera dell’architetto Avena degli inizi del 900, situato in Via Cimarosa è stato “aggredito” da queste installazioni. Altri impianti sono stati posizionati all’angolo di Piazza Vanvitelli, Piazza degli Artisti, Via Cimarosa e inizio Via dei Mille (nei pressi Piazza dei Martiri)». Questa, dunque, la mappatura tracciata da Troncone per quel che riguarda le installazioni pubblicitarie. Ma perché Troncone chiede la rimozione degli impianti pubblicitari? I motivi sono diversi. Come relaziona il consigliere, nel dossier, i nuovi cartelloni pubblicitari sarebbero in contrasto con il vigente Piano generale impianti. «La tipologia di queste nuove installazioni non è contemplata nel nostro regolamento dal momento che alla data della sua approvazione (fine 1999), ancora non esisteva una tecnologia in grado di proiettare immagini e video ad alta luminescenza come quelle in questione», spiega Troncone. Altro motivo ostativo per le installazioni pubblicitarie, sarebbe rappresentato dal fatto che «contrastano con gli articoli 10 e 12 del decreto legge  42/04 a tutela di edifici o luoghi di interesse storico artistico. Mi chiedo se esistono i relativi pareri, obbligatori e vincolanti che per legge avrebbe dovuto rilasciare la Soprintendenza prima dell’ installazione dei tabelloni a led nelle zone che ricadono in quelle vincolate», argomenta Troncone.  Ma ci potrebbero essere anche problemi per la circolazione veicolare e la sicurezza di centauri e automobilisti, fa notare il consigliere comunale: «Gli impianti in questione sono tutti installati lungo i marciapiedi a bordo strada e che a seguito dell’alta luminescenza e frequenza delle immagini e video proiettate creano abbagliamento agli automobilisti dal momento che molto verosimilmente questi impianti hanno un’“intensità luminosa di gran lunga superiore alle 150 candele per metro quadrato” consentita dalla legge». «Sarei curioso di sapere – continua il consigliere – se è stato rilasciato il necessario parere obbligatorio e vincolante dall’ufficio competente della Viabilità Urbana Comunale. Contrastano, inoltre, con il Decreto regionale n.12 del 25 luglio 2002 “Norme per il contenimento dell’inquinamento luminoso e del consumo energetico…”. Tutti gli impianti sono in contrasto con il citato decreto regionale visto che sono in funzione h24 e non vengono spenti, come previsto dalla legge, dopo la mezzanotte».  Considerati questi e altri motivi, contenuti nel dossier di Troncone, quest’ultimo fa notare all’assessore Panini, che «a seguito di quanto esposto, è evidente che l’amministrazione ha deciso di anteporre le questioni di carattere commerciale a quelle dell’interesse pubblico come la tutela del decoro urbano, dell’ambientale e della salute dei cittadini. Pertanto la invito a provvedere in tempi rapidi alla rimozione degli impianti pubblicitari a led perché, a mio parere, potrebbero essere considerati illegali».