La bevanda col brand «partenopeo»? La fanno a Roma

Stylo24 lo aveva anticipato quasi un anno fa, con un articolo a firma di Raffaele Ambrosino. In occasione della presentazione a Palazzo San Giacomo, in pompa magna, di «Birra Napoli», la nostra testata si era chiesta (unica a sollevare il caso), se non ci fossero gli estremi per un causa nei confronti di chi aveva associato il nome del prodotto alla città partenopea, in maniera «impropria». Vista l’inesistenza del benché minimo legame tra la bionda in questione e il territorio. Perché, sottolineammo, oggi il marchio Peroni appartiene a una multinazionale giapponese, la Asahi, e lo stabilimento di Miano (aperto nel 1955), ha chiuso i battenti nel 2005, tra l’altro, lasciando senza lavoro circa 150 dipendenti. L’unico legame tra Napoli e «Birra Napoli»? Al di là di quello che ne pensi il sindaco de Magistris, che è rimasto assai contento per la «dedica» alla città (un po’ di pubblicità fa sempre bene), il trait d’union è rappresentato dai cereali, dichiaratamente campani, che sarebbero (il condizionale è d’obbligo) utilizzati per produrre la lager.

«Birra Napoli», la Peroni può usare il marchio della città?

Troppo poco, in effetti. E quindi avevamo pure ipotizzato un intervento dell’Antitrust, come già avvenuto almeno in un caso simile. La «Birra Messina», infatti, fu rilevata nel 1988 da Heineken e divenne oggetto di un contenzioso non da poco, dopo che la multinazionale olandese trasferì la produzione in altri stabilimenti pur continuando a utilizzare il marchio «Birra Messina» anche quando, nel 2007, gli impianti siciliani furono completamente chiusi. Risultato? La Heineken fu condannata proprio dall’Antitrust per i riferimenti impropri e ingannevoli alla città di Messina, ormai completamente estranea al prodotto. Estraneità che, ritrasferendoci a Napoli, ha evidenziato anche un gruppo di birrai napoletani, che produce lager artigianale. Gli imprenditori si ritengono danneggiati dalla Peroni, che attraverso il brand Napoli, attuerebbe concorrenza sleale nei loro confronti. Si sono quindi rivolti a un legale per imbastire causa contro la multinazionale giapponese. Ultima cosa: la «Birra Napoli» la fanno a Roma.