Il passaggio dal settore giovanile alla prima squadra, le vittorie, i trofei ed il rapporto speciale con Diego. Storia ed aneddoti del dottor Emilio Acampora

di Stefano Esposito

Storica figura dello staff medico del Napoli, ieri all’età di 91 anni, è scomparso il dottor Emilio Acampora

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Originario di Agerola, Acampora si era trasferito a Napoli, con la famiglia, nel 1939. Dopo la laurea in medicina, negli anni ’70 entrò nel Napoli, per seguire la Primavera. Fu presto promosso in prima squadra. Fu legatissimo a Rino Marchesi e Bruno Pesaola, che ha assistito fino alla sua morte, cinque anni fa. Ma anche a Careca.

Inizialmente si occupò del settore giovanile, poi il passaggio in prima squadra, fino al 1989.

Quel Napoli che seppe incantare e vincere in Italia e in Europa come poi mai più nell’ormai quasi centenaria storia del club. Il medico del primo scudetto, della Coppa Italia e della Coppa Uefa.

Negli ultimi anni Acampora aveva lasciato l’abitazione a Fuorigrotta, a poche centinaia di metri dallo stadio, per tornare ad Agerola. La famiglia non ha previsto funzioni religiose per l’ultimo saluto al dottore degli azzurri, stroncato dal Covid: vi sarà un cerimonia in occasione del trigesimo.

Il club attraverso il proprio profilo Twitter ha voluto esprimere il proprio dolore per la perdita dell’ex medico sociale:

“La SSC Napoli – si legge nella nota del club azzurro – esprime profondo cordoglio per la scomparsa del dottor Emilio Acampora”.

IL RAPPORTO CON MARADONA

Si legò molto a Maradona il quale gli scrisse una dedica su una foto in bianco e nero: “Al mio grande idolo”.

Diego raccontò che il medico del Napoli lo aveva conquistato con una battuta a Verona, nella domenica del suo esordio in serie A, 16 settembre dell’84.

«Emilio, tu sei napoletano e non ti offendi a sentire quel coro?». Dalla curva dei veronesi urlavano: «Colerosi terremotati che con il sapone non vi siete mai lavati».

Il dottore sorrise: «Sai, Diego, io mi lavo tutti i giorni». E si abbracciarono forte

Altro aneddoto curioso è quello legato alle visite segrete che il dottore faceva insieme a Maradona a casa di sua zia, Angelina Acampora.

Si recavano liì per per curare la caviglia di Diego, bersaglio settimanale dei difensori avversari che non trovavano altri modi per fermarlo. In quelle occasioni Emilio era solito nasconderlo in una 127 di colore blu per evitare occhi indiscreti.

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