domenica, Dicembre 4, 2022
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Il «dramma» dei treni al Sud (ai tempi del Covid). Il punto di Legambiente

di aemme

Sono le città il cuore dei problemi della mobilità in Italia per i ritardi di infrastrutture rispetto agli altri Paesi europei, che si sono ampliati in questi anni. Lo afferma Legambiente nel rapporto Pendolaria 2022 precisando che in Italia ci sono 248 chilometri di metro, meno che nella sola città di Madrid (291 km). Purtroppo, nel 2019 e 2020, in Italia, non è stato inaugurato neanche un tratto di linee metropolitane e nel 2021 solo 1,7 chilometri, rileva l’associazione ambienalista. “Negli ultimi quattro anni – ricorda Legambiente – abbiamo viaggiato a un ritmo di meno di 600 metri all’anno di nuove metro, lontanissimo da quanto avremmo bisogno per recuperare i problemi. Per le tranvie nessun chilometro è stato inaugurato nel 2020 e 2021, mentre 5 chilometri erano stati inaugurati nel 2019 e 5,5 nel 2018. Negli ultimi vent’anni il nostro Paese ha continuato a investire in strade e autostrade, intercettando dal 2002 al 2019 il 60% degli investimenti. Emblematici i dati del Conto nazionale trasporti per gli interventi realizzati dal 2010 al 2019: 309 chilometri di autostrade, 2.449 chilometri di strade nazionali, a fronte di 91,1 chilometri di metropolitane e 63,4 chilometri di tram”.

Legambiente, dopo 10 anni al Sud meno treni. Sono vecchi e lenti

Negli ultimi dieci anni si sono ampliate le differenze tra le aree del Paese per la ineguale qualità del servizio ferroviario e il Sud continua a soffrire i ritardi maggiori in termini di possibilità di spostamento nazionali e regionali, con meno treni, più lenti e vecchi. Lo evidenzia Legambiente nel rapporto Pendolaria 2022 dove si ricorda che “dal 2009 gli spostamenti nazionali in treno sono aumentati in totale di 46mila passeggeri al giorno, ma con grandi differenze: quelli sull’alta velocità sono cresciuti del 114%, mentre quelli sugli Intercity sono diminuiti del 47%, perché, se l’offerta dei primi è cresciuta, quella dei secondi si è ridotta. Per cui i territori fuori dalle tratte veloci hanno visto ridurre le possibilità di spostamento”. Tra le regioni sono aumentate le differenze: in alcune si registra addirittura un calo, come la Campania (-43,9%), che aveva toccato il picco di 467.000 viaggi nel 2011 a circa 262.000 nel 2019, il Molise (-11%, con al momento solo due coppie di treni al giorno sulla Termoli-Campobasso), l’Abruzzo (-19%), la Calabria (quasi -25%) e la Basilicata con un calo del 35%. Mentre sono aumentati in Lombardia, Alto Adige, Puglia, Toscana. L’associazione ambientalista spiega che “dopo i tagli nei trasferimenti delle risorse dallo Stato alle regioni per il servizio di trasporto, in alcune regioni si è deciso di investire per non ridurre il servizio, mentre in altre è stato ridotto e gli investimenti rinviati”. A causa delle limitazioni imposte dalla pandemia nel 2021 sono diminuiti i passeggeri dei treni Alta velocità e Intercity (fino a -40%) e regionali (-45%). L’anno scorso, tuttavia, sono arrivati 105 nuovi treni che si aggiungono ai 757 già immessi sulla rete ferroviaria.

Covid: Legambiente, per pendolari resta piaga affollamento

Nel 2021 sono continuati i disagi per i pendolari, afflitti dalla piaga dell’affollamento a causa di “città impreparate a garantire i distanziamenti” per il Covid-19, “con autobus e treni troppo affollati, in particolare sulle linee che da anni sono le peggiori d’Italia come Circumvesuviana, Roma-Lido, Roma-Viterbo e alcune tratte lombarde” e per “poche ciclabili realizzate”. E’ la fotografia scattata dal Rapporto Pendolaria 2022 di Legambiente. Per lo “Sviluppo di sistemi di trasporto rapido di massa” nelle aree urbane, tra Piano nazionale di ripresa e resilienza e risorse statali, sono in cantiere o finanziati 116,5 chilometri di metro tra nuove e riconversioni (a Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Catania), 235,7 di tranvie (a Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari e Sassari), 102,9 di filobus e busvie (tra quelle finanziate al 100%).

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