martedì, Dicembre 7, 2021
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Tre clan e un parcheggiatore ucciso: «Da Quotidiano a Giannelli, poi è arrivato D’Ausilio»

Il neo pentito Gianluca Noto è un fiume in piena e dopo quattro anni ricostruisce l’omicidio di Gaetano Arrigo: «Non voleva pagare, allora io diedi due consigli al figlio di “Mimì ’o sfregiato”»

di Luigi Nicolosi

Tre mesi di pura guerriglia camorristica durante i quali Gaetano Arrigo sapeva di avere i giorni contanti. Ma lui, indigente per sua stessa ammissione, aveva deciso di non lasciare il campo. Da uomo vicino al ras Pasquale Quotidiano, dopo il sopravvento di Alessandro Giannelli avrebbe versato la tangente della tranquillità a quest’ultimo e fare il parcheggiatore abusivo lungo via Coroglio, epicentro della movida bagnolese. Ma con l’arresto di “Schwarz” e il ritorno in auge dei D’Ausilio la situazione è rapidamente precipitata.

A ricostruire quella drammatica escalation di eventi ci pensa oggi il collaboratore di giustizia Gianluca Noto: «Nel 2015 – ha messo a verbale il 17 gennaio del 2018 – usciti quasi contemporaneamente dal carcere io, ai domiciliari, e Alessandro Giannelli. Dopo poco tempo venne a trovarmi Maria Grieco, moglie di Pasquale Quotidiano. Mi disse che Giannelli, una volta uscito, si era appropriato di tutti i parcheggi dello stradone, cioè la strada che da Coroglio porta a Cavalleggeri, dove lavoravano tutti i parenti di Pasquale Quotidiano. Lei aveva mandato via tutti i suoi parenti perché non voleva pagare Giannelli, tranne Gaetano Arrigo che aveva necessità di guadagnare e aveva chiesto di restare. Questi prendeva un tot al giorno da Giannelli a cui consegnava l’incasso». Il suo destino però era ormai segnato.

Sul punto, l’ex uomo della mala flegrea ha fornito una lunga e circostanziata ricostruzione, come si evince dall’ordinanza di custodia cautelare che pochi giorni fa, con l’esecuzione di tredici arresti, ha decapitato la nuova cupola del clan D’Ausilio: «Dopo l’arresto di Giannelli, la gestione dei parcheggi in quella zona era in mano a noi D’Ausilio e a Luigi Bitonto, per cui chi andava prima prendeva i soldi. Una decina di giorni prima dell’omicidio di Arrigo, parlai con Antonio D’Ausilio. Era già ritornato anche Felice che era latitante. Gli dissi che l’unico che non pagava nulla ai clan era proprio Arrigo. Gli suggerii pertanto di mandare due uomini con caschi integrali a prendere i soldi da lui… presentandosi per conto di Giannelli. Quello sarebbe stato un modo per stanare Arrigo e fargli ammettere poi che pagava Giannelli. Oppure proposi ad Antonio D’Ausilio di mandare sempre qualcuno a picchiarlo per costringerlo a darci i soldi. Il discorso finì lì e dopo pochi giorni questo parcheggiatore è stato ucciso».

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