domenica, Gennaio 29, 2023
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Trasporti ai privati, resteranno a casa più di 5.000 lavoratori napoletani

Le criticità che attraversano la controllata di Palazzo San Giacomo

Il conto alla rovescia è partito da tempo, anche se, solo adesso, quando si è arrivati all’ultima porzione di granelli che precipitano nella parte sottostante della clessidra, la situazione si è fatta di colpo più allarmante. Capita sempre così, quando il pericolo, considerato lontano e preso sotto gamba, comincia ad avvicinarsi e assume contorni sempre più netti. Alla fine dell’anno (31 dicembre 2019) scadrà l’accordo tra Regione Campania e Comune, relativo all’assegnazione del trasporto pubblico partenopeo ad Anm (Azienda napoletana mobilità, partecipata di Palazzo San Giacomo). Tutto ciò cosa comporta? Il fatto che ci sarà un bando comunitario, al quale potrà partecipare il fior fiore dei colossi europei specializzati nei trasporti. Previsioni?

Futuro incerto
per cinquemila
lavoratori

La disfatta completa della controllata del Comune, che vive una situazione drammatica, e che è chiaro, non ha alcuna possibilità, al confronto di aziende in salute sotto ogni punto di vista. La privatizzazione, dunque, stando così le cose, sembra essere l’unica strada che si staglia all’orizzonte del trasporto pubblico a Napoli. E si teme, non solo per il futuro dei 2.200 lavoratori Anm, ma anche per quello di altri tremila operatori impiegati nell’indotto.  

Adolfo Vallini
(Esecutivo provinciale Usb)
rappresentante dei lavoratori
per la Sicurezza di Anm:
il Comune di Napoli ha fallito

Perché, relativamente ai lavoratori, ogni azienda che eventualmente si assicurerà le gare, potrà decidere in maniera autonoma, senza alcun vincolo di mantenere il precedente parco dipendenti. «La privatizzazione, o liberalizzazione (che dir si voglia) del trasporto pubblico locale, ha comportato, laddove è stato attuato, due ripercussioni immediate: la prima è quella dell’aumento del costo del biglietto, che non è più ‘sociale’, ma diventa un costo utile a fare profitto. La seconda è rappresentata dai rischi enormi per il taglio dei lavoratori. Le privatizzazioni, fino ad oggi, non hanno fatto bene a nessuno, né all’utenza, né ai dipendenti delle aziende di trasporto», dichiara a Stylo24, Adolfo Vallini, dell’Esecutivo provinciale Usb e rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza di Anm. Responsabilità del Comune? «Palazzo San Giacomo, su questo versante, ha compiuto un dietrofront importante, perché negli anni passati, ha sempre dichiarato di voler mantenere la partecipata interamente pubblica e in house; poi ad aprile scorso ha esternato la volontà di non richiedere il mantenimento in house della partecipata, ma in caso di indizione di gare, così come previsto dalla normativa europea, di partecipare a detti bandi», continua il sindacalista. «Risulta evidente che un’azienda come Anm, tecnicamente fallita, attualmente in concordato preventivo (con un piano di rientro tutto da definire), abbia poche chance di vincere un bando, rispetto ad esempio, ad aziende che sono veri colossi nel campo dei trasporti (mi riferisco soprattutto a quelle europee). E poi va considerato che il Comune di Napoli ha fallito, perché non è stato capace di effettuare controlli adeguati sulla partecipata e siamo arrivati ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti, proprio in virtù di questa ‘leggerezza’», conclude Vallini.

Nino Simeone
(presidente Commissione Mobilità):
chi ha gestito il trasporto

pubblico a Napoli,
in provincia e in Campania,

dia spiegazioni ai cittadini

«Chi ha gestito il trasporto pubblico in questa città, in provincia di Napoli e in Regione Campania, deve spiegazioni su quello che sta avvenendo. Io continuerò a fare battaglie per il trasporto completamente pubblico, accanto ai lavoratori e ai cittadini napoletani», dichiara alla nostra testata, il consigliere comunale Nino Simeone, presidente della Commissione Infrastrutture, Lavori pubblici e Mobilità di Palazzo San Giacomo. «A spiegare ai cinquemila lavoratori e alle loro famiglie (2.200 dipendenti Anm, più gli operatori dell’indotto), al sottoscritto, ai sindacati e ai cittadini napoletani, prendendosi le proprie responsabilità, devono essere Comune, nelle persone di Luigi de Magistris e dell’assessore Calabrese; Città Metropolitana (guidata sempre da de Magistris) e Regione (nelle persone del governatore De Luca, e del presidente Commissione Trasporti, Luca Cascone). La privatizzazione, infatti, non si prospetta solo per Anm, ma anche per le aziende (mi riferisco a quelle pubbliche) che operano in provincia di Napoli e nell’intera Campania. E’ dunque arrivato il tempo delle spiegazioni, che sono doverose verso la cittadinanza, anche perché le elezioni sono alle porte», conclude Simeone.

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