di Giancarlo Tommasone

Niente da fare, salta la trattativa per raggiungere un accordo e dirimere la controversia relativa ai trasferimenti dei dipendenti Romeo (addetti al servizio di pulizia) dall’ospedale Cardarelli al Tribunale di Napoli. Questa mattina c’è stata una riunione presso la Prefettura partenopea, alla presenza del viceprefetto, alla quale hanno preso parte, le sigle sindacali che hanno appoggiato la lotta degli operatori Romeo Gestioni.

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Grande assente l’Azienda ospedaliera Cardarelli, alla quale non è stato
possibile chiedere delucidazioni
su eventuali variazioni
del capitolato

A questo punto, i sindacati presenti (ai Cobas si sono affiancate, dopo l’ultima riunione al Cardarelli, altre sigle) non hanno potuto far altro che constatare che il tavolo delle trattative fosse saltato e hanno proclamato lo sciopero. Che si arrivasse alla decisione di astenersi dal lavoro era nell’aria già da alcuni giorni, prima di quando era partita la procedura di raffreddamento (ultimo step prima dello sciopero). In effetti sembrava non esserci più spazio per il dialogo tra i sindacati e la Romeo.

Non c’è stato spazio per il dialogo tra i sindacati
e la Romeo Gestioni, dopo la fumata nera
di questa mattina in Prefettura, si va verso lo sciopero

I Cobas avevano provato a trovare un punto di incontro, ma non è stato mai possibile confrontarsi sul tema. Nel corso degli ultimi giorni abbiamo assistito oltre alle riunioni organizzate dai sindacati di base, alle manifestazioni spontanee effettuate dagli operatori in servizio al Cardarelli. Vale a dire, la protesta organizzata fuori orario di lavoro all’esterno del nosocomio collinare e il presidio permanente allestito contro la Romeo e il governatore Vincenzo De Luca.

Il presidio dei lavoratori Romeo

Il nodo della questione è rappresentato dalla volontà dell’azienda di trasferire i dipendenti, addetti alla pulizia, dal Cardarelli al Tribunale di Napoli, scelta aziendale che i lavoratori hanno respinto al mittente, sin da quando è stata ventilata. La loro protesta è stata appoggiata immediatamente dai Cobas.

Gli operatori hanno allestito
un presidio permanente
per manifestare contro l’azienda
e contro il governatore Vincenzo De Luca

Anche in virtù del fatto che, come si evince dal contratto che hanno sottoscritto nel 2014, il luogo in cui i dipendenti devono svolgere la propria opera è la «A.O.R.N. (Azienda ospedaliera di rilevanza nazionale) Cardarelli, Via Antonio Cardarelli, 80131 Napoli». Tutto ciò però finora non è bastato a risolvere la controversia. Alla fine, in base a quanto stabilito questa mattina – per la cronaca, la riunione in Prefettura è terminata alle 12.15 – all’orizzonte si profila lo sciopero.