(Nella foto il ras Ettore Bosti)

Blitz con otto arresti a Santo Domingo: stanato il 55enne vicino ai ras Ettore Bosti, Vincenzo Tolomelli e Francesco Mallardo

di Luigi Nicolosi

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Maxi-blitz nel mar dei Caraibi, fuga finita per otto super latitanti e in manette finisce anche Salvatore Vittorio, il manager accusato di aver riciclato l’impero economico del clan Contini e ricercato dalla retata di fine giugno dello scorso anno. Dopo mesi di indagini e attività congiunta di Interpol Italia e Interpol Santo Domingo sono atterrati all’alba a Fiumicino con un volo dedicato otto latitanti, sette uomini e una donna, con alle spalle diverse storie criminali, ma uniti dall’essere scappati ai Caraibi pensando di farla franca. Imputazioni che vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso, alle truffe agli anziani, al traffico internazionale di droga, alla bancarotta fraudolenta, con pene che oscillano dai circa quattro agli oltre 13 anni di reclusione. L’operazione denominata Open World, che doveva concludersi già a marzo e congelata per lo scoppio della pandemia, si chiude oggi con un grande successo del law enforcement italiano, coordinato in campo internazionale dallo Scip e dalla sua rete di esperti per la Sicurezza che operano in 65 Paesi del mondo come antenne operative della Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal prefetto Vittorio Rizzi.

Tra gli arrestati figurano nomi a dir poco eccellenti. È Oliviero Zilio, 67 anni padovano, noto imprenditore edile del Nord Est, condannato ad oltre 4 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e reati finanziari uno degli otto latitanti catturati a Santo Domingo dall’Interpol dopo una lunga indagine condotta dallo Scip. Ex vice presidente del Padova Calcio, è noto alle cronache per aver distolto dalle sue società immobiliari 2 milioni e 400.000 euro; in Italia con le sue società di costruzione ha edificato un polo turistico a Davoli, in provincia di Catanzaro, mentre nella Repubblica Dominicana ha costruito un resort a circa 60 chilometri da Santo Domingo, dove viveva e dove è stato fermato. 

Quanto al fronte napoletano, c’è Salvatore Vittorio, 55 anni, tra i latitanti catturati dall’Interpol. Colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli e culminata nel giugno scorso nell’esecuzione di oltre 120 arresti, in carico al Reparto Anticrimine del Ros dell’Arma dei Carabinieri di Napoli, per reati come l’associazione per delinquere di tipo mafioso e il riciclaggio. Stando alla ricostruzione della Dda di Napoli, in concorso con il fratello Raffaele, Salvatore Vittorio avrebbe trasferito a Santo Domingo almeno 1,8 milioni di euro. Somma ritenuta dagli inquirenti il frutto delle estorsioni, del riciclaggio e dei traffici di droga perpetrati dai capiclan Ettore Bosti, Vincenzo Tolomelli e Francesco Mallardo. Il tutto sarebbe avvenuto grazie all’intermediazione dell’imprenditore Antonio De Carluccio, zio dei fratelli Vittorio. Il trasferimento in Sud America dei capitali sarebbe avvenuto tra il 23 aprile del 2015 e l’estate di quello stesso anno.

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