La vicenda.

Il Tribunale penale del Cairo ha condannato in contumacia l’ex console onorario d’Italia a Luxor, Ladislav Otakar Skakal, attualmente latitante, a un totale 30 anni di carcere. I giudici hanno comminato metà della pena per il coinvolgimento dell’ex console nel traffico di manufatti egiziani sequestrati a Salerno, in Italia, nel maggio del 2018; altri 15 anni di carcere sono stati inflitti per avere nascosto i manufatti nella sua banca. Nel febbraio del 2019, le forze di sicurezza egiziane avevano arrestato Boutros Boutros Ghali, fratello dell’economista Yousef Boutros Ghali, ultimo ministro delle Finanze dell’ex presidente Hosni Mubarak dal 2004 al 2011, sospettato di aver contrabbandato i manufatti da Alessandria d’Egitto a Salerno tramite container i cui erano stati inseriti i beni all’insaputa del titolare.

I reperti erano stati recuperati nel maggio del 2018 presso l’area doganale del porto di Salerno, a seguito di un controllo su un container, e rimpatriati con la piena collaborazione delle autorità italiane. Tutti i reperti, esaminati da consulenti italiani ed esperti provenienti dall’Egitto, sono stati giudicati originari dell’antica città di El Minya, a 250 chilometri a sud della capitale Il Cairo, dove, proprio, nel febbraio 2018, il ministero delle Antichità egiziano aveva annunciato la scoperta di un’eccezionale necropoli, contenente un complesso funerario, di oltre 1.000 statue e 40 sarcofagi, probabilmente di epoca compresa tra il 672 e il 332 avanti Cristo.

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Secondo la procura, Ladislav Otakar Skakal era il principale responsabile del contrabbando dei manufatti. Il mandato dell’ex console onorario era scaduto nel 2014. Da allora, Otakar non ha più avuto legami con l’ambasciata d’Italia al Cairo. Poco dopo il suo arrivo nel 2017, l’attuale ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, ha respinto le richieste pervenute di rinominarlo console onorario.