Il broker del clan torrese è il braccio destro del boss Garofalo: gli è stato sequestrato un terreno da 168mila euro

I giudici della cassazione hanno sequestrato un terreno ed alcuni immobili a San Vito Chietino, piccolo paesino abruzzese con circa 5mila abitanti. Da alcuni accertamenti, le forze dell’ordine sono risaliti ad Alberto Bova, quarantaseienne napoletano, ritenuto legato al clan Falanga di Torre del Greco. Il terreno e gli immobili sono stati acquistati nel 2012 per circa 160mila euro attraverso alcuni assegni circolari: gli inquirenti, ritengono che questi soldi appartengono alla camorra.

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Secondo quanto si apprende dalle colonne di Metropolis, a firma di Ciro Formisano, si apprende che, contro quel sequestro, Bova ha presentato ricorso prima in Appello e poi in Cassazione: secondo i legali, quei terreni sono stati acquistati da Bova grazie ai proventi leciti di alcune attività gestite dall’imprenditore prima dell’inchiesta che lo aveva coinvolto nel 2019. La tesi, però, non ha coinvolto i giudici.

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