mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Torre Annunziata senza giunta, la lite interna al Pd paralizza la città

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Polemica tra vertici Dem e primo cittadino. Fratelli d’Italia chiede le dimissioni di Ascione: «Serve una nuova guida»

di Mauro Della Corte

A Torre Annunziata la lite interna al Partito Democratico ha fatto ancora una volta una vittima: la giunta comunale. Giovedì scorso il primo cittadino Vincenzo Ascione ha azzerato tutto mandando a casa gli assessori nominati solamente qualche mese fa con la regia dei vertici napoletani. Una decisione presa alla luce del comunicato stampa diffuso dai vertici provinciali dei Dem e del commissario locale Paolo Persico con il quale prendevano le distanze dall’Amministrazione.

A spiegare cosa è successo è stato il sindaco ieri in conferenza stampa. Tutto è partito dall’arresto dell’ex capo dell’Ufficio Tecnico Nunzio Ariano. Dopo questo episodio «in collaborazione col Partito Democratico, abbiamo sentito – ha detto – la necessità di dover tagliare qualsiasi rapporto con la vecchia amministrazione e abbiamo azzerato la giunta nominandone una di alto profilo con due esponenti importanti come Lorenzo Diana e Stefania Caiazzo. Il Partito Democratico in quel momento era in mio pieno sostegno».

La settimana scorsa però sono arrivate come un fulmine a ciel sereno le manette per l’ex vicesindaco Ammendola. Episodio che ha portato i vertici provinciali e locali dei Dem a chiedere ad Ascione di chiudere la sua esperienza amministrativa.

Ascione: «Partita tutta interna al Pd»

«Il Partito Democratico – afferma – ha dichiarato l’allontanamento dalla mia esperienza politica per una serie di ragioni che non mi hanno convinto nel momento in cui mi hanno chiesto di dimettermi. Ma è chiaro che è una partita tutta interna ai Dem che andremo a giocarci. Nel frattempo non potevo fare diversamente dall’azzerare, non solo perché stavano arrivando le dimissioni, ma anche per non mettere a disagio gli altri assessori. Quella giunta, inoltre, nata sull’onda emotiva di una situazione che si era creata al Comune di Torre Annunziata, ideata e proposta dal Pd oggi non aveva più modo di esistere».

L’incognita dei ‘numeri’ in Consiglio comunale

Ma il sindaco non ha nessuna intenzione di dimittersi e rilancia: il nuovo esecutivo sarà a mia immagine e somiglianza e dovrà essere fatta da persone qualificate, competenti ma sopratutto con passione e che amano questa città».

Il problema però è con quali basi nascerà il nuovo governo cittadino. Il Pd ha chiesto ai consiglieri comunali del suo partito di «allontanarsi» da Ascione che a sua volta è convinto di avere ancora i numeri per governare e accusa il segretario metropolitano, di aver assunto un atteggiamento poco corretto. «La segreteria provinciale del Pd, nella persona di Marco Sarracino, avrebbe almeno dovuto confrontarsi con me prima di assumere questa decisione mentre io l’ho appreso da una nota stampa» ha affermato all’Ansa.

Fratelli d’Italia: «Alla città serve una guida sicura»

Una lotta politica che ha scatenato le reazioni di Fratelli d’Italia che ha definito scandaloso quanto sta accadendo. «Torre Annunziata e il Comune ostaggio del Partito Democratico» ha commentato il commissario cittadino Pasquale Striano. «In un Paese normale – ha aggiunto – il Sindaco e la sua Amministrazione avrebbero provveduto a rassegnare le proprie dimissioni per dissipare ogni dubbio sulla propria innocenza, per permettere alla Magistratura di indagare in tranquillità, e ai cittadini di scegliersi un nuovo sindaco. Questo avrebbe permesso alla nuova amministrazione di guidare la città in tutta serenità e affrontare i mille problemi che presenta il territorio». Cosa che non è accaduta. Per questo Fratelli d’Italia chiede al sindaco Ascione «di dimettersi immediatamente e mettere fine al sequestro della città operato dal Partito Democratico».

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