martedì, Gennaio 18, 2022
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L’attentato nel giorno del compleanno del defunto boss Gaetano Marino

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di Giancarlo Tommasone

Il defunto boss degli Scissionisti, Gaetano Marino, era nato il primo novembre del 1964. Giovedì scorso avrebbe compiuto 54 anni. Marino, conosciuto pure con l’alias di «moncherino», fratello di Gennaro Genny Mackay (attualmente detenuto), cadde sotto i colpi dei killer il 23 agosto del 2012.

Fu intercettato all’esterno di uno stabilimento balneare di Terracina, località presso la quale si trovava in vacanza con la famiglia.

Proprio nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, primo novembre, ignoti hanno esploso una decina di proiettili calibro nove all’indirizzo della vetrata dello studio del cantante neomelodico Tony Colombo, la House Colombo Dreams. Che si trova in Via Tagliamonte a Secondigliano.

L’artista, dal 2015 risulta essere legato sentimentalmente a Tina Rispoli, che è poi la vedova di Gaetano Marino. Agli inquirenti che cercano di fare luce sulla matrice dell’attentato, non sarà certo sfuggita la circostanza che il raid sia avvenuto nel giorno in cui cade il compleanno del boss ucciso nel 2012.

Si tratta solo di una semplice casualità?
O di una sorta di celebrazione?

Saranno le indagini ad accertarlo, anche perché finora tra le piste privilegiate per «leggere» l’attentato c’è quella che porta proprio alla relazione tra il neomelodico palermitano e la vedova. Relazione che, secondo gli inquirenti, in certi ambienti di Secondigliano, darebbe fastidio, rappresenterebbe una «ostentata mancanza di rispetto, pure per la sovraesposizione della coppia» (fa notare un investigatore a Stylo24).
Dunque, non sarebbe mai stata vista di buon occhio né accettata da coloro che sono legati al ras delle Case Celesti e al suo ricordo, dai Mckay, come sono conosciuti a nord di Napoli. Il soprannome è preso dalla serie americana degli anni ’70, «Alla conquista del West», in virtù della somiglianza di Crescenzo Marino (padre di Gennaro e Gaetano) con il protagonista del telefilm, Zeb Macahan, di cui Mckay è appunto la storpiatura.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche messaggi postati sui profili social da alcuni familiari di Gaetano Marino, nella serata dello scorso giovedì; scritti attraverso i quali si fanno gli auguri e si celebra il parente scomparso.

Contestualmente, al vaglio delle forze dell’ordine, c’è quanto reso anche pubblicamente, tramite Instagram, da Tony Colombo.

«Si è trattato di un tentativo di rapina», ha dichiarato l’artista attraverso un video postato sul diffusissimo social network. Nessun tipo di intimidazione, né avvertimento, dunque.
«Si parla di un raid punitivo contro una storia d’amore… ragazzi, si è trattato semplicemente di un tentativo di rapina», ha tagliato corto l’artista palermitano. Che ha approfittato anche per invitare tutti al suo matrimonio con l’attuale compagna; il rito sarà celebrato a marzo prossimo, e si annuncia come un evento dal forte impatto mediatico nell’universo neomelodico.

Nel video, Tony Colombo cerca di ipotizzare
(o forse prova a spiegare) perché sia stato fatto fuoco
contro la vetrata della sua casa discografica.

I malintenzionati avrebbero sparato per sfondare il vetro, per farsi breccia e entrare nello studio, da dove avrebbero voluto portare via gli strumenti musicali che vi si trovano. Il tentativo sarebbe andato male, secondo Colombo, perché il vetro antiproiettile ha resistito all’impatto del piombo e dunque i malviventi si sono dileguati, facendo perdere le tracce.

Le indagini, scrivevamo, continuano e sono condotte a 360 gradi.

Tra le varie piste battute da inquirenti e forze dell’ordine, anche un tentativo di estorsione. Si tratta di una possibilità che va vagliata in automatico, quando si verifica un episodio come quello registrato in Via Tagliamonte a Secondigliano.

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