I documenti relativi all'autorizzazione per il flash mob in Piazza del Plebiscito e alla celebrazione delle nozze al Maschio Angioino

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di Giancarlo Tommasone

Nozze trash, sono cinque i documenti che il cantante Tony Colombo ha mostrato (e che noi pubblichiamo) ieri sera durante la trasmissione Mediaset «Live-Non è la D’Urso», nel corso dell’attesissima puntata a cui l’artista siciliano ha partecipato, insieme alla novella sposa, Tina Rispoli. Per quanto riguarda il matrimonio al Maschio Angioino (che è avvenuto il 28 marzo) c’è sia l’autorizzazione ricevuta per le nozze nella Sala della Loggia del castello napoletano, sia la famosa «carta» in cui si evince che il rito civile tra Tony e Tina, avrebbe dovuto essere celebrato dal sindaco Luigi de Magistris.

E poi c’è la questione
dei permessi per il flash mob
che si è poi palesato
in un concerto a sorpresa,
in Piazza del Plebiscito,
davanti a un folto pubblico

Nei documenti che pubblichiamo, emerge in maniera chiara come i permessi ci siano stati. Sulla natura del flash mob, e sul concetto estremamente vago del termine, abbiamo già argomentato e in maniera piuttosto ampia. Partendo dalla facilità da parte della Segreteria del sindaco, di concedere una autorizzazione, senza effettuare approfondimenti e porsi domande, una su tutte: non sono troppe 4 ore e mezza per un flash mob? Fino ad arrivare alla questione dei controlli, del monitoraggio dello stesso flash mob, che pure era stato previsto da parte della polizia municipale e che non sarebbe stato portato a termine come si doveva.

Il risultato?
Napoli, i napoletani
e lo stesso sindaco
de Magistris,
coinvolti in una sorta
di «vicenda Casamonica bis»

Tornando ai documenti (di cui Stylo24 aveva quasi totalmente anticipato i contenuti) sono nient’altro che uno scambio di mail. La corrispondenza parte il 13 marzo (tra il cantante, il Comune e l’Ufficio Cinema) e si esaurisce con l’ok ai permessi, il 15 dello stesso mese. Per completezza di informazione riportiamo pure quanto affermato da Tony Colombo nel corso della trasmissione Mediaset: «Io non volevo sfruttare l’immagine di Napoli. Ho voluto regalare un’emozione a mia moglie facendole una sorpresa in Piazza del Plebiscito. Sono stato autorizzato, ho addirittura segnalato il tutto all’Ufficio Cinema del Comune. La scatola era di polistirolo (quella che nascondeva un palco di nove metri quadrati, ndr). Non ho fatto un concerto, ho solo ripetuto la stessa canzone, ‘Ti amo amore mio’, più volte».

La circostanza che la canzone sia stata ripetuta più volte è indicativa della finalità squisitamente commerciale dell’operazione, e cozza con l’idea della sorpresa e del regalo di «un’emozione a mia moglie». E’ facilmente deducibile che le 4 ore e mezza richieste e accordate, siano servite esclusivamente per girare il video della nuova hit «Ti amo amore mio» (su YouTube dallo scorso 28 marzo, ha totalizzato finora più di un milione e mezzo di visualizzazioni).

Il video porta, alla fine,
i ringraziamenti
al Comune di Napoli
(con tanto di logo della città)
e al sindaco de Magistris

Su questo ultimo particolare, attendiamo sempre che Palazzo San Giacomo, faccia chiarezza. Perché come ha dichiarato al nostro giornale, il presidente del Consiglio comunale, Sandro Fucito, «se il Comune è incorso in un equivoco iniziale esprimendo un patrocinio e dando un logo, si adoperi per ritirarlo». «Il sindaco ha detto che lui non sapeva che doveva sposarmi – ha inoltre dichiarato ieri sera il cantante, con documenti alla mano –. Ecco il documento che attesta che mi avrebbe dovuto sposare Luigi De Magistris». «Tuttavia – ha concluso Colombo – io non ce l’ho con il sindaco. In questi cinque giorni, siamo stati male. Mia moglie, forse, è in attesa (di un bambino). Dovevano essere dei giorni bellissimi, ma il sindaco e tutte le persone che hanno detto e/o scritto cose negative sul nostro matrimonio non hanno fatto altro che buttarci fango addosso basandosi sul passato di mia moglie e facendoci soffrire». E’ noto, infatti, che Tina Rispoli è la vedova di Gaetano Marino, boss degli Scissionisti, ucciso il 23 agosto del 2012.

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