I ringraziamenti al Comune di Napoli e al sindaco de Magistris, alla fine del video di 'Ti amo amore mio' di Tony Colombo

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di Giancarlo Tommasone

Sul caso delle nozze trash celebrate al Maschio Angioino il 28 marzo, tra Tony Colombo e la vedova di camorra, Tina Rispoli (vedova del boss Gaetano Marino), e anticipate dal corteo in carrozza di Corso Secondigliano e ancora prima dal tanto discusso flash mob o meglio concerto, in Piazza del Plebiscito, sono intervenuti quasi tutti.

Da una parte
il sindaco Luigi de Magistris,
l’assessore Alessandra Clemente
e la polizia municipale;
dall’altra il cantante neomelodico,
la sua sposa e l’entourage dell’artista

Nel mezzo, le dichiarazioni dei parenti delle vittime innocenti della camorra, in occasione della vicenda del convegno «100 Passi», attraverso la voce di Vincenzo Castaldi, che ha rilasciato un’intervista al nostro giornale, definendo «incredibile» il caso dello «sfratto» della manifestazione (il trasferimento in extremis dal Maschio Angioino al Comune) deciso solo un giorno prima.

L’azione
della minoranza
ridotta a qualche
post su Facebook
e a sparuti interventi
(senza alcun seguito)
durante
il Consiglio comunale
dello scorso 29 marzo

L’unica che non è intervenuta sulla questione – tranne che con qualche post di indignazione sui social, ma con nessuna azione fattiva – e che ha il mandato elettorale e il dovere di farlo, è stata l’opposizione. E’ vero, qualcuno potrà dire, che durante il Consiglio monotematico del 29 marzo, i consiglieri Andrea Santoro (FdI), Diego Venanzoni (Pd), Marco Gaudini (Verdi-Sfasteriati) e Matteo Brambilla (M5S) hanno sottolineato il loro imbarazzo nel dover parlare in aula di un fatto gravissimo che «non può passare sotto silenzio». Qualcun altro potrà magari contestarci che Matteo Brambilla, ha rilasciato dichiarazioni con le quali ha chiesto le dimissioni dell’assessore Clemente e del comandante della Municipale. Ma poi? Di che si tratta? Sono tutte azioni che non hanno avuto seguito (ed è poco probabile ne avranno) e che al momento hanno portato a niente. Eppure il caso meriterebbe ben altra attenzione e ben altro approccio da parte della minoranza. Che non ha prodotto un question time sulla vicenda, né ad esempio ha chiesto la convocazione di una seduta della Commissione trasparenza, per chiedere spiegazioni al comandante Ciro Esposito, sul presunto mancato controllo da parte della Municipale in occasione del concerto del neomelodico in Piazza del Plebiscito. O sul corto circuito, dal punto di vista della comunicazione, che si è venuto a creare tra assessorato, Comando e Unità operativa dei vigili di Chiaia.

Né tanto meno, analizzando un altro aspetto della vicenda, l’opposizione è intervenuta per fare chiarezza sui ringraziamenti al Comune e al sindaco di Napoli con tanto di stemma della città, che si trovano alla fine del video di Tony Colombo, «Ti amo amore mio» (che per la cronaca, la clip ha sfondato il muro del milione e 200mila visualizzazioni su YouTube).

Il «pasticcio»
del patrocinio
e del logo del Comune
I ringraziamenti
a Palazzo San Giacomo
e a de Magistris
alla fine del video
di Tony Colombo

Eppure, proprio su quest’ultimo punto (rilevato in anteprima da Stylo24), il presidente del Consiglio comunale, Sandro Fucito, aveva ammesso nel corso di una intervista a Stylo24, il «pasticcio» di Palazzo San Giacomo: «Se il Comune è incorso in un equivoco iniziale esprimendo un patrocinio e dando un logo, si adoperi per ritirarlo». Al momento, tra i pochi che stanno cercando di esercitare un minimo di opposizione fattiva sul caso delle nozze trash, e che paradossalmente non rivestono un ruolo istituzionale, c’è anche la segretaria della Lega, Simona Sapignoli. Ribadiamo ancora una volta che la minoranza, nell’esercizio delle sue funzioni di controllo sull’operato della maggioranza, ha il dovere di agire e di onorare il mandato elettorale. Non basta scrivere i messaggi su Facebook, magari dopo aver intercettato notizie di stampa, non basta sdegnarsi sui social, bisogna muoversi con azioni incisive che portino a risultati, che portino a fare chiarezza su quanto avvenuto tra il 25 e il 28 marzo scorsi, e non solo ai like e ai cuoricini sotto il post.

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