Tony Colombo e il sindaco Luigi de Magistris

Il sequestro di materiale informatico e telefoni cellulari

di Giancarlo Tommasone

Nozze trash e indagini sul flash mob organizzato lo scorso 25 marzo, in Piazza del Plebiscito, dal cantante neomelodico, Tony Colombo. Nell’ambito delle perquisizioni effettuate dai carabinieri, sono stati sequestrati, agli indagati (complessivamente nove), telefoni cellulari e materiale informatico. L’obiettivo è quello di poter accedere a eventuali messaggi WhatsApp scambiati nella fase immediatamente precedente all’evento organizzato nello storico slargo napoletano. Sotto la lente degli investigatori sono già finite le mail (inviate tra il 13 e il 15 marzo), attraverso le quali è stato chiesto e concesso il permesso per lo svolgimento della manifestazione.

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L’intervista a Colombo / «Il sindaco ha alzato
il telefono e ha detto di farmi dare i permessi»

L’avviso di garanzia è stato notificato al cantante siciliano; a Claudio de Magistris (fratello del sindaco di Napoli, Luigi); alla segretaria particolare del sindaco, e presidente della Commissione pubblico spettacolo di Palazzo San Giacomo, Sarah Terracciano; a Mafalda Fasanella, membro della segreteria del primo cittadino e dell’Ufficio Cinema; al comandante dei vigili urbani di Chiaia, Sabina Pagnano; al capitano Giovanni D’Ambrosio e a tre vigili (di pattuglia la sera del flash mob, che si è svolto dalle 18.30 alle 23).

L’inchiesta / Nozze trash, Giggino
de Magistris «scarica» il fratello indagato

Le accuse contestate, a vario titolo agli indagati, sono quelle di abuso di ufficio e di omissione di atti d’ufficio. Colombo, de Magistris (ritenuto il probabile tramite tra il cantante e gli uffici del Comune), Terracciano e Fasanella, secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione (emesso dai pubblici ministeri Maurizio De Marco e Vincenza Marra, coordinati dal procuratore capo Giovanni Melillo) avrebbero agito «in concorso e previo accordo tra loro, in violazione delle norme relative alle autorizzazioni per lo svolgimento di manifestazioni di pubblico spettacolo», procurando vantaggio patrimoniale – ipotizzano gli inquirenti – allo stesso Colombo.

Le «carte» e le mail / Ecco tutti
i documenti del caso Colombo

Il cantante, «senza avere le prescritte autorizzazioni» per un evento come quello che poi si è svolto in Piazza del Plebiscito, avrebbe effettuato «una manifestazione musicale finalizzata alla diffusione commerciale lancio dei contenuti multimediali legati all’evento». In effetti, tre giorni dopo il «concerto», il 28 marzo (in occasione delle nozze tra Colombo e la vedova di camorra, Tina Rispoli) fu lanciata la canzone «Ti amo amore mio», il cui video è stato realizzato proprio attingendo dal materiale registrato in Piazza del Plebiscito. La clip ha già raggiunto i dieci milioni di visualizzazioni su YouTube.

Tecnici al lavoro
per recuperare
i messaggi WhatsApp

Tornando alla caccia «multimediale» che impegna gli investigatori, questi ultimi sono al lavoro per poter rintracciare eventuali messaggi scambiati tra gli indagati, tramite il sistema WhatsApp. Messaggi che potrebbero restituire un quadro più chiaro della situazione e far emergere eventuali responsabilità da parte delle persone coinvolte nell’inchiesta.