Luigi de Magistris e Tony Colombo (fonte Internet)

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di Giancarlo Tommasone

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La verità sul famoso permesso per il flash mob in Piazza del Plebiscito del 25 marzo scorso, Tony Colombo la svelerà mercoledì sera durante la trasmissione Mediaset, «Live-Non è la D’Urso», quando mostrerà alle telecamere il documento e le mail relative alla concessione.

Stylo24 è però
in grado di anticipare
i contenuti dell’autorizzazione
ottenuta dall’agenzia
che fa capo al cantante siciliano,
da parte della Segreteria
del sindaco Luigi de Magistris

Il nodo della questione è rappresentato dal fatto che sia lo stesso primo cittadino partenopeo, che l’assessore alla Polizia municipale, Alessandra Clemente, hanno dichiarato (il 28 marzo, dopo il matrimonio tra Tony e Tina Rispoli) come l’autorizzazione sia stata concessa in base alla richiesta per un generico flash mob, senza specificare altro; quindi, hanno detto e fatto intendere, che erano praticamente all’oscuro del concerto (davanti a tremila persone), che si è svolto in piazza, «regalo-sorpresa» di Tony in occasione dell’addio al nubilato di Tina Rispoli, diventata la signora Colombo tre giorni dopo quell’evento.

Nella richiesta
per la manifestazione,
è indicato chiaramente
che durante
detto flash mob si sarebbe
svolto «un momento musicale»

E che l’evento sarebbe stato seguito dalle telecamere Mediaset. Ciò significa che all’atto della concessione di un permesso per un flash mob della durata di 4 ore e mezza (altro che evento lampo), e del via libera a una richiesta in cui è indicato chiaramente che si terrà un momento musicale, chi rilascia quell’autorizzazione è consapevole del fatto che può e deve aspettarsi il verificarsi di diverse circostanze.

Il concetto di «momento musicale» è generico quanto quello di flash mob, e quindi il Comune fornendo i permessi, ha di fatto autorizzato una serenata chitarra e voce, come la diffusione di una canzone tramite – facciamo un esempio – uno stereo portatile, come un concerto in piena regola (nei fatti identico a quello che si è svolto in piazza). Detto ciò sempre nel documento è specificato che il flash mob sarebbe stato ripreso dalle telecamere Mediaset, poiché sarebbe stato riproposto durante la trasmissione «Pomeriggio Cinque» di Barbara D’Urso.

Va da sé, che avuta l’autorizzazione
per il flash mob con «momento musicale»
e copertura delle telecamere,
Tony Colombo si sia sentito
praticamente tranquillo

Era in regola con i permessi, e una volta realizzato il video «Ti amo amore mio», ha sentito il dovere (del tutto condivisibile) di ringraziare Comune di Napoli e sindaco Luigi de Magistris. Per la serata in Piazza del Plebiscito, il cantante è stato multato, dicono dal Comune, per 32mila euro, per occupazione di suolo pubblico e per violazione delle norme relative all’impatto acustico. Dall’entourage del cantante, fanno però sapere al nostro giornale, che ad oggi (primo aprile 2019) non è ancora arrivata, a Tony né alla sua agenzia, alcuna contestazione.

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