Tina Rispoli e Tony Colombo, e Alessandra Clemente

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di Giancarlo Tommasone

Con la gestione più che fallimentare del caso Colombo (anche sul versante della comunicazione), si possono dire estremamente ridimensionate se non tramontate, le chance dell’assessore Alessandra Clemente (delega alla Polizia municipale), data come prossimo candidato sindaco di Napoli, alle elezioni previste nel 2021.

In quell’anno, infatti, esaurito
il secondo mandato
di Luigi de Magistris,
ci sarà la necessità da parte
degli arancioni di trovare un «erede»

O meglio una erede, visto che Clemente è stata inquadrata da tempo come il naturale successore dell’attuale fascia tricolore. Le nozze trash tra Tony e Tina con tanto di corteo in carrozza e saltimbanchi che ha bloccato Corso Secondigliano, il trasferimento repentino dal Maschio Angioino della manifestazione dedicata alle vittime innocenti della camorra in Comune (perché, lo stesso giorno, 28 marzo, nello stesso edificio, si sarebbero svolte pure le nozze), e soprattutto la vicenda del famoso flash mob in Piazza del Plebiscito (manifestazione autorizzata dal Comune), che si è poi rilevata essere un concerto dalle finalità squisitamente commerciali, hanno assestato un duro colpo (dal punto di vista dell’immagine politica) per l’amministratrice comunale.

Alessandra Clemente
non è nuova a episodi
che hanno messo in luce
non certo una spiccata capacità
nell’esercizio delle sue
funzioni di assessore

Andando a ritroso nel tempo, ci imbattiamo nella vicenda della ribattezzata «delibera dei maggiori», approvata da Palazzo San Giacomo a marzo del 2016 e bloccata per due volte, dalla giustizia amministrativa. Nonostante lo stop del Tar, però, Palazzo San Giacomo decide di andare avanti sugli avanzamenti di carriera per 50 ufficiali relativamente alla promozione da capitani a maggiori. A luglio del 2017, gli esclusi, sette capitani, presentano una denuncia-querela, chiedendo alla magistratura di «procedere contro Ciro Esposito e Alessandra Clemente». Il 4 settembre del 2017 si dà il via libera alle promozioni dei 50, ma la questione si esaurisce a settembre del 2018, quando il Tar, sollevando opposizione sulla procedura di selezione attuata per l’avanzamento, con una sentenza, dichiara nulla la «delibera dei maggiori».

Altra «performance» non certo felice da parte dell’assessore Clemente è quella del centralino della polizia municipale attivato per segnalare la presenza di parcheggiatori abusivi, e risale all’inizio del 2017. Clemente aveva rilanciato il servizio sulla pagina Facebook dell’assessorato, senza sapere, però, che da anni, non ci fosse alcuno a rispondere alle segnalazioni dei cittadini.

Dalla «delibera dei maggiori»
all’iniziativa «adotta una strada»,
tutti gli scivoloni dell’assessore Clemente

Concludiamo con l’iniziativa «adotta una strada», relativa a Via Bisignano, zona Chiaia, o meglio zona dei Baretti. Il 19 aprile del 2016, nel corso della conferenza dei servizi sul piano presentato dal Comitato civico Bisignano per «adottare la strada», arriva un ulteriore parere negativo, da parte della Polizia municipale. All’epoca, Alessandra Clemente è fidanzata con Riccardo Izzo, titolare di un esercizio commerciale in zona Chiaia, e uno dei promotori del progetto del restyling dell’area dei cosiddetti Baretti. Per approvare il piano di riqualificazione urbana serve una serie di interventi economici e di permessi. Ciò significa che bisogna indire una conferenza dei servizi, e alla conferenza dei servizi vengono convocati anche Izzo (per il Comitato civico Bisognano) e Clemente, in quanto amministratrice. Ci sono tutti gli ingredienti per un possibile ed eventuale, presunto, conflitto di interessi. Per la cronaca, il «piano Baretti» viene bocciato.

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