Il presidente provinciale del Pd, Tommaso Ederoclite

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA:
CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

di Giancarlo Tommasone

Continua a tenere banco la vicenda delle firme false, o se preferite, delle iscrizioni «fantasma» nelle liste in appoggio all’allora candidata sindaco dem, Valeria Valente (attualmente vice capogruppo al Senato).

Nel mirino è finito soprattutto
il Partito democratico
(fronte metropolitano), che fino ad ora sembra avere scelto la linea del silenzio rispetto ad Aniello Esposito (detto Bobo)

Il consigliere comunale di San Giovanni a Teduccio, di recente, proprio per la storia delle firme fasulle, ha patteggiato una condanna a sei mesi. Ciononostante, in controtendenza pure con la filosofia centrale del partito, quella per intenderci dei «lanciafiamme renziani», Esposito ricopre ancora il ruolo di capogruppo del Pd a Palazzo San Giacomo, ruolo che riveste dopo le dimissioni «dolorose» rassegnate da Federico Arienzo.

Sulla vicenda, raggiunto telefonicamente da Stylo24, è intervenuto Tommaso Ederoclite, presidente dell’assemblea del Pd a Napoli

«Il dibattito interno al partito che verte non solo su Esposito ma anche sulle altre persone coinvolte nella vicenda (delle firme false, ndr), è stato avviato già da tempo. Per ora la commissione di garanzia provinciale ha deciso che l’unico ad essere sospeso fosse Borriello. Naturalmente ci si metterà al lavoro per discutere anche rispetto alle altre persone», dichiara Ederoclite. Esposito, come scritto, ha deciso di patteggiare a sei mesi la condanna, così come Antonio Borriello, ex consigliere dem. Coinvolti nella vicenda delle candidature «fantasma» anche Gennaro Mola, compagno di Valeria Valente e coordinatore della campagna elettorale, e Renato Vardaro.

Mola ha patteggiato un anno, mentre Vardaro, dirigente del Pd, ha scelto invece di essere processato secondo il rito abbreviato ed è stato condannato a 10 mesi.

Caso candidature «fantasma», le posizioni
all’interno del Partito democratico

All’interno del partito ci «sono delle posizioni più morbide, quelle di chi ritiene le persone coinvolte nella vicenda semplici ‘firmatarie’, chiamate in causa su una vicenda che ignoravano; altre posizioni sono invece etiche, più dure – tra esse la mia personale – che prevedono di approfondire la questione per vedere cosa in realtà sia accaduto e per far sì, che quanto avvenuto non si ripeta più», afferma Ederoclite.

«Io rivesto l’incarico da circa otto mesi. A livello di organizzazione, agiremo, lo ribadisco, perché quanto registrato nel 2016, non si registri più. Mi sento di dire inoltre, che bisognerebbe chiedere scusa anche a chi è stato coinvolto nella vicenda (il riferimento è alle persone di cui si è falsificata la firma, ndr). Alle prossime tornate elettorali andrà fatta una riflessione molto profonda. Poi è il partito che farà le proprie riflessioni. Io metterei il punto all’ordine del giorno anche nell’ambito dei confronti pubblici con gli altri organismi, ma non sono io il segretario, io sono il presidente», continua Ederoclite.

Ma all’orizzonte c’è la possibilità che invitiate Esposito a fare un passo indietro? Chiediamo. «Penso che comunque si arriverà anche a questo. Io attualmente, da presidente, posso garantire che certe cose non accadranno più», conclude il presidente dell’assemblea del Pd a Napoli.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA:
CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT