lunedì, Novembre 29, 2021
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«Il Tito Lucrezio Caro vieta le gite agli alunni non vaccinati»

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È normale che una scuola anticipi il super green pass?

In Italia, più che all’estero, si registrano in questi giorni dei veri e propri momenti di isterismo legati alla crisi pandemica. L’obbligatorietà del vaccino o del green pass, il continuo martellare sull’argomento di giornali e televisioni favorevoli o meno alla strategia adottata dal Governo sta scatenando nella popolazione fenomeni allarmanti ed è così che a volte, semplici cittadini decidano, motu proprio, di sostituirsi alle autorità addette a regolare certi processi. In queste ore il Consiglio dei ministri sta decidendo se applicare o meno il cosiddetto «Super green pass», un green pass che verrà rilasciato solo ai vaccinati o a chi è guarito dal Covid-19.

Eppure c’è chi, considerandosi un passo avanti, ha già deciso di applicarlo. Com’è accaduto al Liceo scientifico statale Tito Lucrezio Caro di Napoli. A raccontare la vicenda è Alessandra Caldoro, combattivo presidente del comitato Felix. Nella scuola partenopea, in vista di una gita in programma a Ravenna, si era deciso inizialmente di aprire la partecipazione a chiunque fosse provvisto di un normale green pass come da normativa vigente.

D’improvviso però, i dirigenti scolastici decidono di cambiare le carte in tavola: a Ravenna andrà solo chi è vaccinato. Per appurare tutto ciò, spiega la Caldoro, la dirigente scolastica «entra nelle classi a chiedere agli studenti per alzata di mano chi sono i vaccinati». Alla faccia della privacy e al diritto di riservatezza. «Faccio un giro di telefonate – spiega ancora Caldoro – e mi viene detto che il liceo sta rispondendo ai genitori dei non vaccinati che ai figli è vietato partecipare alla gita per effetto delle norme vigenti». Secondo l’istituto partenopeo «i non vaccinati non possono andare nei musei e nei ristoranti». Cosa del tutto priva di fondamento perché, al momento della stesura di questo articolo, la legge – spiega ancora la Caldoro – prevede che per ottenere il green pass basti fare anche un tampone e risultare negativo.

L’applicazione delle norme anti contagio

Può una scuola, che dovrebbe insegnare il rispetto delle regole, cadere in un errore così marchiano? Perché, vogliamo augurarci, che si tratti solo di un errore e non di altro. Anche se alle rimostranze di Alessandra Caldoro la scuola ha spiegato di applicare le «norme in modo preventivo». Una decisione assai poco comprensibile quella dell’istituto Tito Lucrezio Caro di Napoli. La scuola non può sostituirsi alle autorità precostituite, non può arrogarsi il diritto di emanare normative, né può applicarne nessuna in modo preventivo anche perché la legge non esiste in maniera preventiva. La legge esiste nel momento della sua promulgazione.

La scuola deve essere un luogo di formazione, che insegni ai ragazzi come vivere correttamente in un contesto regolato da norme e regolamento. Una legge diventa tale dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Non prima. Prima sono chiacchiere tra partiti.

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