Alessandro Pico

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di Francesco Vitale

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Le dichiarazioni rese in settimana, a Cagliari, dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, hanno fatto emergere lo strappo ormai senza possibilità di ricucita, tra il M5S e l’armatore napoletano, Vincenzo Onorato.

Che pure, nel corso
della passata
campagna elettorale,
aveva lanciato segnali
di forte apprezzamento
e vicinanza ai gialli
di Casaleggio & C.

Poi la rottura. Asciugando il discorso, Toninelli, da Cagliari, ha detto che nell’estate del 2020, quando cioè scadrà la convenzione tra Stato e Tirrenia, relativa ai trasporti via mare da e per la Sardegna, indirà una nuova gara per assicurare la continuità territoriale. Al ministro non va giù (adesso) che la compagnia in questione «ha preso soldi pubblici, 72 milioni, ed ha aumentato i prezzi». In attesa dell’eventuale gara, Toninelli ha incassato la risposta piccata di Vincenzo Onorato.

Con Onorato si è schierato anche il sindacato
Federmar-Cisal, del segretario generale Alessandro Pico

Le affermazioni di Toninelli, riguardo pure al presunto monopolio attuato dalla Tirrenia, «non hanno motivo di essere prese in considerazione, in quanto un vero monopolio di Tirrenia non esiste. Questi soldi servono esclusivamente per dare quella giusta continuità territoriale che, nei periodi di cosiddetta bassa stagione, non permetterebbero a nessun mezzo di locomozione di poter raggiungere la Sardegna».

La nota di Pico affronta anche la questione (principale a nostro avviso) della eventualità di perdita di posti di lavoro, circa cinquemila unità. «Queste dichiarazioni di Toninelli – ha aggiunto Pico – sembrano il frutto infausto di quanto possa essere un Potere politico asservito al Potere economico; è assurdo, ma queste sue dichiarazioni sono quasi di parte a un certo tipo di armatori che sfruttano lavoratori extracomunitari usufruendo inoltre di leggi che favoriscono gli stessi ad avere il totale sgravio del costo del lavoro».

«Se così fosse – ha concluso il segretario –
allora Toninelli & C. si preparino ad aggiungere
altri 5.000 ex lavoratori negli aventi
diritto al reddito di cittadinanza»

Proprio sulla questione dei cinquemila lavoratori a rischio, Stylo24, ha raccolto le considerazioni di Alessandro Pico: «Se salta la convenzione con Tirrenia, è chiaro, che inevitabilmente ci saranno ripercussioni forti per i lavoratori. Tutto ciò innescherà una reazione a catena che andrà a colpire anche i dipendenti di Moby. Inoltre, non vedo in questo momento, con la situazione sarda, estremamente delicata, armatori con la possibilità di imbarcare lavoratori italiani. E’ una questione prettamente economica. E allora, è inevitabile che saranno avvantaggiate quelle compagnie che pur battendo bandiera italiana, sono inserite nei registri internazionali. Ciò dà la possibilità a dette unità, di imbarcare a bordo personale comunitario ed extracomunitario. Va da sé che, nel caso dei comunitari, non si andrà a scegliere il marittimo tedesco che ‘costa’ più caro, bensì quello proveniente, da Paesi come la Romania, l’Ungheria, la Bulgaria, che in qualche modo è più a ‘buon mercato’».

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