Luigi de Magistris e Alessandra Clemente
Luigi de Magistris e Alessandra Clemente in una foto di qualche anno fa

Sempre più ampia la distanza tra il sindaco e quella che sei mesi fa era stata indicata come erede naturale di de Magistris a Palazzo San Giacomo  

di Giancarlo Tommasone

Il nostro quotidiano aveva previsto tutto, oltre sei mesi fa. E oggi arriva una ulteriore conferma importante alla nostra tesi; conferma che ci porta a scrivere che ormai siamo all’epilogo del matrimonio politico tra il sindaco Luigi de Magistris e l’assessore Alessandra Clemente, che proprio Giggino aveva iscritto alla gara per la poltrona più importante di Palazzo San Giacomo, lo scorso autunno. Ma andiamo indietro di qualche mese, periodo durante il quale, abbiamo assistito alla implosione dei rapporti tra l’universo arancione e la Clemente.

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Nel momento in cui quest’ultima è stata investita della «successione», tutti gli altri che riconoscevano nel sindaco il leader di deMa, si sono sfilati. Hanno cominciato quelli di Insurgencia, poi è toccato ai gruppi e ai movimenti civici che avevano sostenuto de Magistris, fino ad arrivare a Sergio D’Angelo, presidente di Gesco e ufficialmente iscritto alle Amministrative del 2021, da qualche giorno. Stando così le cose, persone vicine alla Clemente, ritengono che il sindaco abbia fatto poco per recuperare lo strappo all’interno di deMa, di fatto lasciando sola l’assessore. Dal canto suo, Giggino è impegnato in una lotta per la «sopravvivenza», per lui fondamentale, perché se non riuscisse ad entrare, almeno in Consiglio regionale in Calabria (dove è candidato governatore) si troverebbe improvvisamente senza più poltrona né stipendio.

Stylo24 aveva previsto
tutto più di sei mesi fa /
Giggino ha bruciato la Clemente,
ma lei non se ne è accorta

Gli indizi della rottura si sono avuti anche nelle ultimissime ore, quando Luigi de Magistris e Alessandra Clemente hanno partecipato, separatamente a due distinti eventi. L’assessore ha presentato una iniziativa culturale che vedrà per un mese la distribuzione gratuita di 1.000 libri, messi a disposizione dall’editore Graus. Mentre Giggino si è recato a presenziare all’inaugurazione della panchina blu della Whirlpool in Piazza Dante. L’elemento altamente indiziario – quasi probante – che conferma la tesi del divorzio, è rappresentato dalle dichiarazioni rese dal primo cittadino, sollecitato sulla candidatura di D’Angelo.

«D’Angelo candidato? Vediamo cosa accade nelle prossime settimane, la data delle elezioni è ancora lontana», ha detto il sindaco. «Io non mi fermo un attimo – ha aggiunto –, fino all’ultimo giorno il mio obiettivo è cercare di raggiungere quanti più risultati possibili per la nostra città. Poi ci sarà la campagna elettorale che purtroppo, e mi dispiace, non potrò fare da candidato sindaco».

E’ chiaro che qualcosa si è rotto. Perché visto che de Magistris, nei mesi scorsi, presentò Clemente come sua erede, ci saremmo aspettati oggi una dichiarazione del tipo: io non sarò candidato, ma al mio posto ci sarà Alessandra Clemente. Ma il movimento deMa, a questo punto, come potrebbe muoversi? Magari allestendo la sua lista e aspettando l’assessore, standosene alla finestra. Anche se, non è escluso, che Clemente potrebbe iscriversi alla corsa con un paio di civiche, lasciando perdere definitivamente il progetto arancione.

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