Ombre sui concorsi per la scuola
Ombre sui concorsi per la scuola

di Giancarlo Tommasone

Tfa, acronimo di Tirocinio formativo attivo per insegnanti di sostegno. Si tratta di un corso di preparazione all’insegnamento di durata annuale istituito dalle università. Sotto la lente degli inquirenti potrebbe finire quello principiato lunedì scorso presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli.

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La denuncia è partita dal segretario della Cgil irpina,
Franco Fiordelisi, che ha presentato esposto ai carabinieri.

Secondo il sindacalista si sarebbero svolte gravissime irregolarità; in particolare, fa emergere Fiordelisi, alcuni candidati avrebbero pagato 15mila euro per conoscere in anticipo le tracce della prova scritta. Sono accuse che comunque al momento sono al vaglio di magistratura e forze dell’ordine, accuse rispetto alle quali bisognerà fare luce. Ne va della regolarità del corso. La prova scritta è prevista per il prossimo 29 aprile, mentre lunedì, i candidati hanno svolto la sessione, durante la quale hanno affrontato test preliminari.

La denuncia di Fiordelisi sarebbe partita dopo
le lamentele e quanto riferito da alcuni candidati
residenti nella Valle Caudina.

Ma altri indizi relativi alle presunte anomalie rilevate nel corso della prova di lunedì, provengono da quanto è comparso sul gruppo Facebook, Tfa sostegno infanzia e primaria 2018/2019. Premettiamo che si tratta di commenti lasciati da candidati, che riportiamo per dovere di cronaca, senza voler entrare nel merito della fondatezza di quanto viene affermato.

«Ieri a Napoli primaria sono state allontanate delle persone. Avete saputo? Io ho visto del movimento ma non me ne ero accorta. Mi hanno poi riferito persone che stavano fuori», scrive Marianna. Le risponde Erminia: «Ieri un minuto dopo essere uscite, un paio di ragazze avevano le risposte in borsa. Chi me lo ha riferito ha fatto le foto». Alla discussione interviene anche Emanuela: «Bisogna denunciare ai carabinieri, e capire se è vera questa notizia perché ci sono persone, e mi ci metto anche io, che hanno studiato e che purtroppo per tutto questo schifo, non verranno ammesse».

Sul caso delle prove al Suor Orsola Benincasa, Stylo24 ha raccolto
le considerazioni di Pasquale Vespa, docente, presidente dell’Associazione nazionale docenti per i diritti dei lavoratori (Anddl) e coordinatore Uil Scuola Precari.

«Stiamo spingendo i colleghi a presentare denuncia. Chi lo ha già fatto ha elementi comprovanti il ‘malaffare’, è auspicabile che si vada fino in fondo nell’accertamento della verità. Anche perché non è la prima volta che capita una cosa del genere, non è il primo Tfa che è oggetto di critiche da questo punto di vista. Riferendomi al precedente Tfa, in certe aree del Casertano, ci sarebbe stato addirittura un listino prezzi con tariffe che sarebbero arrivate fino a 30mila euro», afferma Vespa.

Il docente e sindacalista Pasquale Vespa
Il docente e sindacalista Pasquale Vespa

«Ma non c’è solo da considerare la circostanza di quanto sarebbe avvenuto al Suor Orsola, il fatto è che in tutt’Italia, si è consentito l’uso dei telefoni cellulari durante i test, e quindi la prova è falsata ovunque. Se poi emergerà pure che relativamente ai Tfa, qualcuno ha lucrato in maniera indegna, commettendo un reato, va da sé che andrebbe annullato tutto», dichiara Vespa. Dal Tirocinio formativo attivo, al concorso nazionale per dirigenti scolastici, vale a dire i presidi.

Un gruppo di 271 candidati, bocciati allo scritto
ed esclusi dalle prove orali, ha presentato denuncia
per presunte irregolarità.

Alla prova preselettiva del concorso si sono presentati 34.850 aspiranti presidi; di questi soltanto 3.795 sono arrivati agli orali, tra essi uno sparuto gruppo di candidati campani, appena 425. I 271 esclusi (ci sono numerosi candidati della provincia di Napoli) che hanno denunciato, hanno lamentato plurime violazioni, tra cui il mancato svolgimento della prova in una data unica e in contemporanea per tutti i candidati.

Anche su questa vicenda, è intervenuto Pasquale Vespa.

«Pure in questo caso non ci meravigliamo – dichiara Vespa – Non è una novità. La verità è che in Italia, i concorsi pubblici sono gestiti malissimo. Ci sono troppe falle, è una gestione che porta a ipotizzare ogni volta, l’eventualità che si possano presentare delle anomalie. Per questo, ci preoccupa ancora di più, l’indizione del prossimo concorso (per 40mila insegnanti di materia scolastica e ottomila di sostegno) aperto praticamente a tutti, per dei posti occupati già da 48mila precari storici che andrebbero stabilizzati», conclude il presidente dell’Associazione nazionale docenti per i diritti dei lavoratori.