lunedì, Novembre 28, 2022
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I campioni di urina «corretti» con la coca per risultare tossicodipendente

di Giancarlo Tommasone

La camorra e le certificazioni fasulle, quelle che ti possono far evitare il carcere in caso di arresto. Non la misura cautelare in sé, sia ben chiaro, ma una cosa è passare la detenzione in una cella, un’altra in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Tale evenienza era stata affrontata anche da Pasquale Fucito, presunto ras di Caivano (anche detto il marziano o Shrek), come si rileva dal faldone dell’ordinanza eseguita nei giorni scorsi e che ha portato all’arresto di 17 persone

Una pattuglia dei carabinieri

A fare luce sull’espediente che sarebbe stato trovato da Pasquale Fucito, è stato il pentito Andrea Lollo. Le sue dichiarazioni al riguardo risalgono al 16 marzo scorso, vale a dire circa un mese prima dell’operazione che ha scompaginato l’organizzazione che agiva nel Parco Verde.

Il pentito Lollo: il dirigente del Sert riceveva 500 euro

Ma cosa dice Lollo riguardo al tentativo (sembra riuscito più volte, almeno così si evince dal verbale di interrogatorio) di Fucito di alterare i test tossicologici a cui si sottoponeva? «Preciso che Pasquale (Fucito, ndr) ha una forte amicizia con il dirigente del Sert di Caivano: io stesso ho accompagnato Pasquale dal dirigente che è una persona bassina (di bassa statura, ndr), bruna con capelli grigi sui 50 anni. (Fucito) va lì a fare il tossicologico, aggiunge un po’ di cocaina nell’urina, perché lui non ne fa più uso, e paga per risultare tossicodipendente», dichiara il pentito.

Il comando gruppo dei carabinieri di Castello di Cisterna

Secondo quanto afferma Lollo durante l’interrogatorio davanti ai pm titolari dell’inchiesta, dopo l’esame, «Pasquale dava 500 euro al dirigente. Anzi in caso di arresto (Fucito) mi disse che il dirigente lo avrebbe ospitato in una sua comunità, (tra) quelle cioè collegate al Sert di Caivano».

Il brigadiere Lazzaro Cioffi

Ma sempre stando a quanto riferisce il collaboratore di giustizia Lollo, durante la seduta del 16 marzo scorso, Fucito sarebbe stato consigliato da Lazzaro Cioffi, alias Marcolino – il brigadiere dell’Arma arrestato nell’ambito dell’inchiesta – circa un’altra strada da percorrere in caso di arresto.  «Come vi ho già detto – riferisce Lollo – a parte il Sert, che è una certificazione (quella di risultare ancora dipendente da cocaina) che si faceva fare da tempo, Marcolino consigliò a Fucito di farsi fare anche una visita psichiatrica per acquisire elementi utili in caso di arresto».

False attestazioni per evitare il carcere

Del resto di test «inquinati», di certificazioni mediche fasulle e di tentativi per risultare non proprio a posto con la testa, la storia delle organizzazioni criminali è piena. Si va dai certificati «aggiustati» che «comprovano» l’infermità mentale di boss e gregari, prodotti in grande quantità a partire dagli Anni ’70 e stilati da luminari della psichiatria al soldo della camorra (vedi Semerari), fino alle attestazioni – false, secondo la Procura di Napoli – che avrebbero aperto la strada della latitanza a Giuseppe Setola, alias ’o cecato.

Il boss dell’ala stragista, Giuseppe Setola

Relativamente all’ultima circostanza, il processo è in corso a Santa Maria Capua Vetere e vede alla sbarra, oltre a colui che viene ritenuto dagli inquirenti il capo dell’ala stragista dei Casalesi, il medico Aldo Fronterrè. L’oculista, per l’accusa, avrebbe prodotto false attestazioni che avrebbero fatto ottenere a Setola i domiciliari. Sia per Setola che per il camice bianco pavese, il pm Alessandro Milita ha chiesto 16 anni di reclusione. La sentenza è attesa nei prossimi giorni.

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