mercoledì, Febbraio 1, 2023
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«Terzo polo può essere la nuova casa dei riformisti ma…»

Felice Iossa a Stylo24: «Bettino Craxi grande statista da riabilitare. Renzi e Calenda opposizione politica responsabile. Pd verso la deriva»

In Italia è ancora visibile l’eredità politica lasciata in dote dal Partito Socialista Italiano. Un’eredità complessa, a tratti anche controversa, e la figura di Bettino Craxi resta ancora da riabilitare completamente dopo decenni di gogna e damnatio memoriae. In questo senso si sono già fatti significativi passi in avanti con importanti uomini politici che, nel tempo, si sono recati a rendere omaggio alla tomba dello statista. Ma la strada è ancora lunga.

Sabato scorso, 21 gennaio, si è svolta la cerimonia di commemorazione di Bettino Craxi a Hammamet. Sulla tomba in terra tunisina si sono recati diversi esponenti politici del Terzo polo come Marcello Lala, portavoce regionale di Italia Viva, che ha invitato all’evento anche Ettore Rosato, coordinatore organizzativo della coalizione di Renzi e Calenda. Un’iniziativa salutata con favore da Felice Iossa, presidente dei Circoli dell’Avanti! in Campania. Lala, che è stato anche un giovane militante socialista e ha frequentato la famiglia Craxi durante gli anni dell’esilio, ha consegnato delle lettere inedite in suo possesso alla Fondazione intitolata allo storico leader. L’iniziativa «ha un valore molto bello, dal punto di vista politico molto significativo» ha spiegato Iossa a Stylo24.

Il Terzo polo e la figura di Craxi

«Lala – spiega – è cresciuto nella casa dei socialisti e la maggior parte delle volte che si è recato a Hammamet è venuto con me. Quindi frequentava già casa Craxi e quello che ha fatto portando Rosato sulla tomba di Bettino è un gesto significativo da un punto di vista politico. Spero che tutto ciò non si fermi adesso, che il Terzo polo si appropri della rivalutazione della figura di Bettino Craxi perché può diventare la nuova casa dei socialisti. È importante che in questo momento oltre a fare la “presenza” sulla tomba ci sia una continuità politica della rivalutazione del segretario del Psi, anche rispetto a quello che propone il governo Meloni».

«Perché quest’ultimo propone una riforma istituzionale che è molto simile a quella che voleva Bettino Craxi in tempi non sospetti. Io ricordo le vignette di Forattini che lo rappresentava con gli stivali, dandogli quell’autorità che in realtà non ha mai avuto perché è stato un grandissimo democratico oltre a essere un grande socialista. E poi perché sulla giustizia abbiamo un ministro del centrodestra che propone una riforma in senso garantista. Due cose importanti che rappresentano un atteggiamento positivo, costruttivo del Terzo polo e quindi molto affine alla nostra azione socialista».

«La stessa volontà del governo Meloni di fare il Ponte sullo Stretto di Messina, una delle battaglie di un altro leader socialista, Claudio Signorile, è importante. Quindi bene fa il Terzo polo a fare un’opposizione politica, perché ci troviamo di fronte a un governo politico e l’opposizione non può essere quella che fa il Partito Democratico o quella del Movimento 5 Stelle».

L’anima socialista

Partito Democratico che però si accinge a cambiare guida

«A noi socialisti dispiace che il Pd ancora una volta perde una grande occasione, non sono simbolicamente, di andare sulla tomba di Bettino. Alla vigilia di un congresso dove lo stesso Letta dice che non basta fare un nuovo segretario ma bisogna cambiare il partito, non si discute e non discuterà mai della questione socialista. Non si discute di dare a questo partito un’anima che non può essere che quella socialista perché in Italia una sinistra di governo o è socialista o è niente. Perché perdi identità così come sta accadendo puntualmente e i dem sembrano ormai alla deriva. In più con questa costituente propongono con il ritorno dei comunisti di Articolo 1 e si avviano a un abbraccio mortale con i 5Stelle».

Una figura da rivalutare

La politica italiana ha un grande debito nei confronti di Bettino Craxi

«La politica italiana ha un debito enorme nei confronti di Craxi, che già aveva capito praticamente tutto. Aveva capito che bisognava fare una grande riforma istituzionale, che bisognava proporre la riforma della politica, perché lui si rendeva conto che le cose non andavano bene e che si stava creando un solco tra la politica e il Paese reale».

«Bettino stesso parlò di un’Europa che così come si presentava avrebbe indebolito l’Italia, l’avrebbe resa più povera e che bisognava migliorare e completare le istituzioni europee per avere un ruolo importante rispetto a quello che stava accadendo nel mondo, rispetto ai paesi asiatici ma anche con l’alleato principale americano. Un ruolo importante che l’Europa soltanto con il Covid e la guerra in Ucraina sta tentando di portare avanti anche se molte volte si registrano crepe serie tra i leader europei».

Le sfide di Bettino Craxi

«Bettino è stato un grande socialista ma non solo, è stato anche un grande presidente del Consiglio. Nessuno deve dimenticare mai quello che ha fatto per l’Italia, per un’economia che era mangiata dall’inflazione a due cifre, vincendo il referendum sulla scala mobile. Nessuno deve dimenticare quello che ha fatto su Sigonella, dando grande dignità a questo Paese anche nei confronti del nostro maggiore alleato, gli Stati Uniti».

«Nessuno deve dimenticare l’espansione economica dell’Italia, all’epoca creammo 3 milioni di posti di lavoro e diventammo la quinta potenza mondiale. Ci sedemmo finalmente al tavolo del G7. Nessuno deve dimenticare la spinta che diede al Made in Italy e a tutto quello che noi esportavamo. Cioè tutto quello di straordinario fatto e che per noi socialisti fu di grande orgoglio. Quando proposero l’unità socialista, cioè di creare con gli stessi post comunisti un’unità per creare un’alternativa alla Democrazia Cristiana, ci fu tangentopoli che distrusse non solo il Partito Socialista, come si tocca con mano oggi, anche la sinistra in Italia».

Il futuro politico

Che possibilità c’è i socialisti riformisti aderiscano al progetto di Renzi e Calenda?

«Io penso che ci siano grandissime possibilità. Tutti noi guardiamo con grande attenzione al Terzo polo, c’è chi ha una simpatia più spiccata per Renzi o per Calenda. Però devono proseguire su questa strada. Cioè si devono appropriare di questa importante storia che ha fatto grande l’Italia e la democrazia italiana. Devono continuare a rivalutare la figura di Bettino Craxi che è stata bombardata in questi anni e solo oggi si vede la luce in fondo al tunnel. Fanno bene a proseguire su questa strada e a sostenere il ministro Nordio e la riforma sulla giustizia, a far sì che possa essere varata finalmente la grande riforma istituzionale».

La battaglia per il Sud

«Ci sono appuntamenti importanti ma la battaglia più importante per noi socialisti è quella dell’autonomia differenziata. Non si può spaccare l’Italia e vedremo se questo governo è all’altezza del compito di come superare la crisi delle regioni ma senza intaccare la possibilità di crescita del Mezzogiorno, dividere il Paese significherebbe impoverirlo».

«Oggi il Sud ha un grande futuro, può essere protagonista perché si affaccia sul Mediterraneo che è la piattaforma naturale per tutte le navi, devono passare di lì perché il Mare d’Azov e il Mare Nero sono occupati dai russi. Sia per i cereali che per i prodotti petroliferi, devono passare per il nostro mare e possiamo essere la porta dell’Europa. E il Meridione può essere una risposta alla crisi dell’Italia e per certi versi dell’Europa. Però tutto questo deve significare la non spaccatura della nazione. Salvini non può essere così egoista. Da un lato propone il Ponte sullo Stretto di Messina e dall’altro l’autonomia differenziata che dividerebbe il Paese. Noi questo non lo possiamo consentire e non lo consentiremo».

Come vede la volontà del Governo di guardare al Mediterraneo

«Bene, se alle parole fanno seguire i fatti. Stiamo registrando alcuni aspetti di questo Governo che vanno nella direzione giusta come quello di parlare in continuazione di Mediterraneo, come la volontà di portare avanti la riforma della giustizia, come quella di non dividere l’Italia e noi l’aspettiamo alla prova dei fatti perché ha un alleato scomodo perché Salvini ogni tanto perde la bussola e pensa di fare gli interessi di qualche regione a discapito dell’intero Paese».

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