Un'aula di tribunale, nel riquadro il boss Arcangelo Abete

Per il delitto consumato nel 2011 condannati Arcangelo Abete, Arcangelo Abbinante e Giovanni Esposito

Arriva la condanna all’ergastolo per tre personaggi di spicco della criminalità di Secondigliano e Scampia. Fine pena mai, è quanto incassano in primo grado, Arcangelo Abete, Arcangelo Abbinante e Giovanni Esposito. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre avrebbero avuto un ruolo nell’organizzare e nel portare a termine l’omicidio di Ciro Nocerino, avvenuto il 25 settembre del 2011.

Nocerino fu accusato, a torto, di aver partecipato al ferimento di Roberto Manganiello, nipote dei Marino delle Case Celesti. Stando alle accuse della Procura antimafia, Abete e Abbinante diedero il placet per il delitto, che fu poi consumato da Esposito, insieme proprio a Manganiello (naturalmente per gli imputati resta la presunzione di innocenza fino a prova contraria, e nel caso fino al terzo grado di giudizio).

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