domenica, Dicembre 5, 2021
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Inchiesta contro il terrorismo islamico, si batte anche la pista del Casertano

Si indaga sulle eventuali ramificazioni di una rete di terrorismo. Il principale indagato nell’inchiesta condotta dalla Procura antiterrorismo dell’Aquila, è un tunisino, finito in carcere nell’operazione (una decina gli arresti, in totale) scattata nelle scorse ore. Si tratta di un uomo che commerciava in tappeti e ristrutturazioni edili.

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L’uomo risiedeva a Torino ma aveva la dimora ad Alba Adriatica (in provincia di Teramo), come emerso dalle indagini, ed organizzava il trasferimento di denaro in Siria e Turchia anche per «favorire il passaggio di aspiranti terroristi» in quei Paesi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il tunisino aveva contatti con l’iman della moschea di Bari (la moglie era dipendente fittizia di una società a lui riconducibile) e con quello di Aversa (in provincia di Caserta) ospitato nella sua abitazione di Alba Adriatica (Teramo) in occasione di un sermone celebrato nella moschea di Martinsicuo (Teramo).

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