(Nelle foto l'arrestato Giovanni Ingenito e l'altarino dedicato al babyras Emanuele Sibillo)

Retata all’alba tra i vicoli del centro di Napoli, i carabinieri arrestano ventuno affiliati: rimosso anche l’altarino dedicato al babyboss Emanuele Es17

di Luigi Nicolosi

Terremoto tra vicoli del centro storico di Napoli, una nuova retata mette alle corde quel che resta della paranza dei bambini. All’alba di oggi i carabinieri hanno eseguito oltre venti arresti. Rimosso anche l’omaggio al babyboss dei Decumani Emanuele Sibillo, ES17, così veniva chiamato il ragazzo che appena 19enne era a capo del clan del centro storico insieme al fratello Pasquale, e che è stato ucciso in un agguato nell’estate 2015 durante la faida con la famiglia Buonerba di via Oronzio Costa.

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I carabinieri questa mattina sono andati nel palazzo della famiglia del ras ucciso della cosiddetta paranza dei bambini, per la giovane età di capi e affiliati, e hanno iniziato a rimuovere o cancellare alcuni oggetti tra cui un’opera che raffigura ES17 in un altare dedicato alla Madonna. All’arrivo dei militari ci sono stati dei momenti di tensione poiché i parenti rivendicavano la proprietà privata dell’altarino. Nei Decumani sui muri, in più punti, sono presenti le scritte inneggianti il clan e la sigla che identifica Emanuele Sibillo. Una di queste si trova nella via che porta all’ingresso del palazzo, e raffigura una pistola con la scritta “Sibillo Regna”. Questa mattina, nel centro storico di Napoli è scattato un blitz che ha portato all’arresto di 21 persone ritenute affiliate al gruppo. Tra questi figurano Giovanni Matteo, Giovanni Ingenito, Annunziata Ingenito, Valentina Mattei e Maria Sabatelli, consorte di Giovanni Matteo.

I militari dell’Arma hanno trovato l’urna funeraria con le ceneri del baby boss Emanuele Sibillo all’interno di un altare dedicato alla Madonna al civico 26 di via Santissimi Filippo e Giacomo, dove risiede la famiglia Sibillo. Contestualmente al blitz, i carabinieri hanno anche fatto rimuovere dall’altare altri simboli dedicati al capo della paranza dei bambini. La rimozione nel Napoletano di murales e altarini che omaggiano personaggi di camorra o giovani rapinatori è stata decisa da un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 4 marzo scorso, e ha già visto una decina di rimozioni tra Quartieri Spagnoli, Scampia e altri luoghi della città e del suo hinterland.

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