Controlli dei carabinieri
Un'auto dei carabinieri (foto di repertorio)

In manette lo stabiese Gennaro Spronello, secondo l’accusa avrebbe aiutato la titolare di un caseificio (anche lei raggiunta da misura cautelare) a recuperare un credito di 65mila euro

Due arresti sono stati eseguiti dai carabinieri di stanza a Eboli, in provincia di Salerno. A finire in manette per tentata estorsione, l’imprenditore stabiese, Gennaro Spronello ed Emmanuela Botti, legale rappresentante di un caseificio, che si trova ad Albanella, piccolo centro della Piana del Sele. I due sono accusati di tentata estorsione, con l’utilizzo del metodo mafioso. Secondo l’accusa, Spronello sarebbe stato ingaggiato da Botti, che ha provato a vedersi riconosciuto un credito di 65mila euro, denaro vantato nei confronti del gestore di un’azienda agricola.

L’inchiesta condotta dalla Procura Antimafia di Salerno – riporta il quotidiano La Città – ha fatto emergere anche una serie di minacce rivolte alla presunta vittima per costringerla a pagare. Allegata agli atti dell’ordinanza anche delle intercettazioni.

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«Vedete che noi, parecchi più soldi dei vostri siamo andati sempre a prenderceli da quarant’anni a questa parte. Statemi a sentire a me, potete andare anche dalle guardie, potete andare da chi volete, noi non abbiamo problemi, noi lo abbiamo sempre messo in conto le guardie. Non la passi liscia, non la passi liscia. Possono passare pure 30 anni ma non la passi liscia», queste alcune delle frasi captate dagli 007 dell’Antimafia. Alla fine la vittima ha denunciato tutto a investigatori e inquirenti.

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